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Senza vento le pale girano grazie agli incentivi
di Rosario Battiato

Il rischio: per intercettare le correnti servono strutture alte 150 m. Janni (Italia Nostra): “Favorevole solo il trapanese”

Tags: Energia, Eolico, Leandro Janni, Italia Nostra



PALERMO - La Sicilia del megaeolico, una delle scorie del periodo cuffariano, è stata eccellente nel riuscire a ridicolizzare l’idea stessa di energia rinnovabile. Produrre energia da eolico senza vento, appare più che una contraddizione un colossale danno a carico dei consumatori che sulle bollette pagano i meschini affari di qualche speculatore, rovinando l’immagine dei tanti ottimi imprenditori che nell’eolico avevano intravisto un modello di sviluppo sostenibile per l’economia e l’ambiente.

“Appare scientificamente chiaro che le uniche aree produttivamente ventose nell’isola si trovano nel trapanese – ha spiegato Leandro Janni di Italia Nostra – mentre per intercettare il vento nelle altre zone bisogna costruire strutture in grado di arrivare fino a 150 metri”. Secondo la Mappa complessiva e quadro d'unione delle tavole di velocità media annua del vento a 25 m s.l.t., realizzata dal CESI in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova nell’ambito della Ricerca di Sistema, ci sono solo alcune zone della Sardegna e della Puglia, che, secondo la legenda indicata, giungono ad una media di 7 m/s, mentre la Sicilia oscilla principalmente tra 5 e 6 m/s, ad eccezione di alcune aree del trapanese che arrivano fino a 7 m/s.

“Da alcuni anni – ha spiegato Alfredo Lavagnini, ricercatore dell'Isac di Roma, in occasione della presentazione della mappa dei venti del Mediterraneo - l’interesse alla installazione dei generatori eolici si sta spostando sempre più dalla terra al cosiddetto eolico offshore, questo perché il vento in mare è più intenso e meno turbolento che sulla terra”. L’offshore consente inoltre di avere un impatto minino sul paesaggio e sulla fauna terrestre, ma se non c’è l’interesse alla presenza del vento – tanto gli incentivi piovono comunque – gli impianti si fanno dove economicamente conviene.

Articolo pubblicato il 27 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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