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Catania - Per velocizzare lÂ’assegnazione dei beni confiscati alla mafia
di Alessandro Petralia

Nel catanese ci sono 494 immobili sottratti alla malavita, ben 318 sono in attesa di destinazione. Nascerà a breve la prima cooperativa che gestirà i terreni della provincia

Tags: Catania, Mafia, Beni Confiscati, Beppe Montana



CATANIA - L’iter di assegnazione dei beni confiscati alla mafia è un percorso a ostacoli e Catania non fa eccezione: con i suoi 494 immobili confiscati, di cui ben 318 ancora in attesa di destinazione, è una delle province italiane con la minore percentuale di beni utilizzati ai fini istituzionali o sociali previsti dalla legge 19/96. Eppure, qualcosa d’importante si muove.

Sta infatti per nascere la prima cooperativa che gestirà terreni sottratti alla mafia in provincia di Catania e che aderirà all’associazione Libera, aggiungendosi alle tre cooperative già esistenti in provincia di Palermo e a quelle che operano in Calabria e Puglia. A costituirla saranno sei ragazzi, di età compresa tra i 19 e i 30 anni, già selezionati per bando pubblico curato dalle Prefetture di Catania e Siracusa in collaborazione col coordinamento catanese di Libera. La costituzione della cooperativa costituisce per loro il coronamento di un percorso cominciato appunto con la partecipazione al bando e proseguito con un lungo corso di formazione sulle tematiche inerenti il loro futuro lavoro: dalle tecniche colturali ai pericoli e alle difficoltà inerenti la gestione di terreni appartenuti alla mafia. Si attende solo l’ultimo nulla osta da parte della Prefettura di Siracusa e poi lo statuto, già pronto, potrà essere sottoposto al notaio.

La cooperativa sarà intitolata alla memoria di Beppe Montana, il poliziotto catanese ucciso dalla mafia a Palermo nel 1985 e gestirà circa 75 ettari di terreno distribuiti nei territori di Belpasso, Rammacca, Motta Sant’Anastasia e Lentini. Terreni che saranno ceduti in comodato d’uso dai suddetti comuni, che ne resteranno comunque gli unici proprietari.

Il progetto ha dunque una chiara valenza istituzionale, oltre che sociale: la cooperativa sarà infatti di tipo B, costituita cioè per almeno il 30% da soci lavoratori affetti da svantaggio psico-fisico. I terreni saranno coltivati secondo i rigidi dettami della produzione biologica ognuno secondo la propria vocazione naturale: dall’agrumeto, all’uliveto, dall’ortiva al seminativo. I prodotti come arance, olio, conserve e farina saranno commercializzati su scala nazionale col marchio Libera terra. I soci fondatori dovranno però rimboccarsi le maniche: molti dei terreni sono sotto confisca da più di dieci anni e data la lunga incuria dovranno essere totalmente reimpiantati.
 


L’anniversario. Venticinque anni dall’omicidio Montana
 
CATANIA – Sono 25 gli anni trascorsi dall’uccisione di Beppe Montana il 28 luglio 1985, un’estate tragica per la squadra mobile di Palermo. L’omicidio Montana è infatti strettamente legato a quello, forse più noto, del commissario di polizia Ninni Cassarrà ucciso, insieme a Giuseppe Antiochia, pochi giorni dopo, il 6 agosto: i tre erano gli uomini più fidati del pool antimafia condotto dai giudici Falcone e Borsellino.
“È una coincidenza – ha commentato Dario Montana, fratello di Beppe e coordinatore di Libera a Catania – ma acquisisce un alto valore simbolico il fatto che la nuova cooperativa sia intitolata a mio fratello nel venticinquesimo anniversario della sua scomparsa. Altrettanto significativo il fatto che la cooperativa gestirà terreni appartenuti ai Riela e ai Nardo, gruppi mafiosi gravitanti nella famiglia Santapaola-Ercolano, che proprio nelle scorse settimane è balzata agli onori della cronaca per la vicenda del controllo mafioso sul  mercato ortofrutticolo di Fondi, in Campania”.

Articolo pubblicato il 27 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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