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Si attende di colmare un vuoto durato 25 anni
di Michele Giuliano

Dagli anni ‘80 si studia un sistema valido per le politiche del lavoro. Nel 2003 i primi collegamenti con le banche dati Inps e Inail



PALERMO - Ci sono voluti dieci anni per arrivare a una prima stesura del progetto di informatizzazione del collocamento. E dopo quasi altri quindici il sistema ancora non è a regime. Le prime bozze del Sil, il Sistema informativo lavoro, risalgono, infatti, al 1995. Ma è dalla metà degli anni 80 che si studia uno strumento di analisi per indirizzare le politiche attive del lavoro grazie a una piena conoscenza del mercato, ottenuta con la messa in rete di tutte le informazioni sulla vita lavorativa del dipendente.

Inizialmente collocato sotto la direzione del ministero del Lavoro, il Sil, dopo varie riforme, si è tramutato in uno strumento a forte radicamento regionale. I passaggi chiave partono dalla trasformazione dell’ufficio di collocamento in un centro servizi (Dlgs 469/97). Risalgono a questo periodo i nuovi compiti di matching fra domanda e offerta su tutto il territorio nazionale e il monitoraggio dell’occupazione. Ma anche la nascita di una più forte caratterizzazione territoriale con il trasferimento alla Regione Sicilia di risorse, attrezzature informatiche e personale prima in capo al ministero. Di lì a poco l’onda federalista ha portato all’approvazione della riforma costituzionale, legge 3/2001, con il ridimensionamento sulla materia della potestà esclusiva dello Stato centrale limitata alla gestione del coordinamento statistico e informatico di dati raccolti sul territorio. È la riforma Biagi, con il Dlgs 276/2003, però a dare nuovo slancio al progetto con il debutto della Borsa continua nazionale del lavoro (Bcnl) che, a sua volta, doveva segnare il collegamento con le banche dati e Inps e Inail.

Articolo pubblicato il 22 maggio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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