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“Casa Sicilia” a New York cambio di sede e strategie
di Liliana Rosano

L’associazione “I Diplomatici” ha inaugurato il nuovo sportello consultivo. L’ufficio aiuterà studenti e imprese siciliane negli States

Tags: Casa Sicilia, New York



NEW YORK – Non più sagre di prodotti tipici ma turismo formativo e mobilità degli studenti. Con questa volontà di cambiare rotta, sottolineando la differenza rispetto alle gestioni passate, l’associazione “I Diplomatici” di Catania ha inaugurato la nuova sede di Casa Sicilia New York.

Cambia tutto: la sede (una piccola stanza all’interno di una società di pubbliche relazioni sulla 34esima strada di Manhatthan), la gestione (stagisti si alterneranno per un tirocinio formativo di tre mesi), metodi e obiettivi.
“Oggi Casa Sicilia ha tre obiettivi principal - dice Corbino presidente de I Diplomatici - fornire percorsi di studio che favoriscano la mobilità internazionale degli studenti siciliani, creare uno sportello di consulenza per le imprese siciliane interessate al mercato americano e viceversa  dare vita ad un’agenzia per lo sviluppo del turismo siciliano a New York. Quanto al metodo - continua Corbino -  imminente sarà la costituzione di un comitato di saggi e garanti per mettere in evidenza la trasparenza e la credibilità di questo progetto”.

Se dal 2003 al 2009 il finanziamento alle Case Sicilia ammontava a circa 657 mila euro di cui 50 mila in via di erogazione, mentre la quota prevista nel bilancio 2009 era di 150 mila euro, Corbino  assicura che “ad oggi la Regione non ha sborsato una lira per la nuova sede appena inaugurata”.

C’è però un progetto futuro a cui la Regione crede in maniera particolare e su cui vuole investire. Si tratta di dare la possibilità agli studenti siciliani che si apprestano a concludere il diploma di conseguire la certificazione linguistica per l’inglese negli Stati Uniti con un periodo di studio attraverso i voucher formativi che la Regione vuole mettere a disposizione.

La legge regionale del 26 marzo 2002 n.2 ha istituito Casa Sicilia a Parigi, Sofia, Tunisi, Montreal, Zurigo e addirittura in Cina, a Quingdao, prevedendo un contributo una tantum per lo start up iniziale.

Parigi si è trovata con un buco nel bilancio di 400 mila euro, sulla quale è in corso una verifica da parte della Regione e un parere dell’ufficio Legislativo e Legale, mentre Buenos Aires  e la precedente sede di New York hanno chiuso i battenti qualche anno addietro.

“Oggi - ha sottolineato Maurizio Caserta, ordinario di Economia Pubblica e internazionale e gestore di Casa Sicilia - vogliamo invece puntare sulla formazione e sul futuro dei giovani. Un cambio di rotta che fa leva sulle nuove generazioni e sul capitale umano ma soprattutto su una maggiore credibilità e trasparenza”.

Articolo pubblicato il 28 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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