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Se le novità del Governo smettono di fare paura
di Michele Giuliano

Diventa sempre più paradossale il confronto tra pubblico e privato. In pochi mesi i numeri sono tornati a essere preoccupanti

Tags: Enti Locali, Province, Renato Brunetta, Trasparenza



PALERMO - Sembra davvero che lo spauracchio rappresentato dal ministro Renato Brunetta sia solo un brutto ricordo per i dipendenti pubblici siciliani. O per lo meno lo sia più che altro per i dipendenti delle Province regionali, visto che sono tornati ad assentarsi con regolarità dai loro poso di lavoro, vuoi per un motivo vuoi per un altro. Eppure all’inizio si era effettivamente intravista una riduzione progressiva delle assenze a livello nazionale nei vari enti pubblici, compresi quelli siciliani. Si era pensato che a questo risultato si fosse arrivati per via dell’introduzione delle nuove fasce orarie di reperibilità, più stringenti rispetto alle precedenti, che oggi vanno dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, istituite con un decreto del dicembre 2009, a firma proprio del ministro Brunetta. Bisogna comunque dire che in Sicilia la situazione è differente, poiché vige una fascia oraria che, complessivamente, ricomprende quattro ore contro le sette nazionali. Potenza anche questa di un’Autonomia utilizzata nel modo sbagliato.

Il 15 marzo scorso il dirigente generale del Dipartimento regionale della Funzione pubblica e del Personale, Giovanni Bologna, ha emanato una direttiva in materia di assenteismo. La stessa direttiva evidenziava come sia stato fondamentale, in ambito nazionale, l’istituzione delle nuove fasce di reperibilità  per far diminuire il fenomeno dell’assenteismo nella pubblica amministrazione. Inoltre, veniva sempre evidenziato come, anche in Sicilia, siano state avviate le procedure per adeguare la disciplina delle fasce di reperibilità dei lavoratori assenti per malattia agli standard nazionali. La speranza è che non sia soltanto un fuoco di paglia.

Articolo pubblicato il 28 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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