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Calo dell’occupazione in Sicilia, la crisi mondiale è solo una scusa
di Michele Giuliano

L’Agenzia per l’impego ha riscontrato un calo delle assunzioni dell’1,1 per cento nell’ultimo triennio. Si è passati da un tasso del 44,6% di uomini occupati nel 2007 al 43,5% del 2009

Tags: Lavoro, Disoccupazione



PALERMO - Mercato del lavoro siciliano impreparato, anche culturalmente, ad affrontare le nuove sfide al di là dei limiti della crisi economica degli ultimi due anni. A questa conclusione è arrivata l’Agenzia per l’Impiego della Regione Siciliana a margine di un’indagine statistica realizzata sulle nuove assunzioni nel settore privato nell’Isola prima degli anni della recessione.

L’Agenzia ha quindi messo in risalto l’andamento del mercato del lavoro del 2007 confrontandolo con il biennio successivo e riscontrando una perdita di posti di lavoro pari all’1,1 per cento. Si è infatti passati da un tasso del 44,6 per cento di uomini occupati del 2007 al 43,5 del 2009, mentre per le donne è rimasto fermo il desolante dato del 29,1 per cento nell’arco del triennio in oggetto. Un significativo e preoccupante passo indietro che però, nella sostanza, non muta l’immaturità di un contesto siciliano che resta ampiamente lontano dagli standard fissati degli “Obiettivi di Lisbona” che miravano ad un’occupazione che potesse raggiungere la quota del 70 per cento per gli uomini e del 60 per cento delle donne.

“Dalla lettura dei dati - si legge nell’indagine dell’Agenzia per l’Impiego - emerge che, pur considerando l’attuale situazione congiunturale, la distanza della Sicilia dagli obiettivi di aumento del tasso di occupazione indicato da Lisbona 2010 è molto elevata e sembra incolmabile. Gli obiettivi, peraltro, sembrano non tenere presente le condizioni di ritardato sviluppo di realtà regionali come la nostra, bensì sembrano fissati per regioni senz’altro più avanzate”.

Dunque, crisi a parte, la Sicilia è lontana dall’essere una realtà “civile” per chi cerca un’occupazione. Secondo il Dipartimento regionale certamente però, oggi ci potrebbero essere le condizioni quantomeno per recuperare quel 1,1 per cento di occupazione persa dal 2007 ad oggi.
Proprio in riferimento al 2007 l’Agenzia per l’Impiego ha standardizzato l’andamento dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro per ogni provincia siciliana e per settore produttivo, relativamente all’azienda, nonché per tipologia contrattuale, per genere e per età con riferimento al soggetto assunto.

“È per tale ragione - dice l’indagine - che i dati raccolti possono costituire una base conoscitiva per il miglioramento ed il riorientamento delle politiche attive del lavoro nell’Isola, per una ripresa economica che almeno recuperi il livello occupazionale del 2007”.
Viene fuori che di nuovi assunti in Sicilia ce ne sono stati 420 mila, anche se qui emergono i primi limiti del mercato siciliano. “La tipologia contrattuale di rapporto di lavoro cui si è fatto maggiormente ricorso in Sicilia nel 2007 per le nuove assunzioni - si legge nell’indagine - è stata quella del rapporto di lavoro a tempo determinato.

Il settore produttivo di maggiore assorbimento è stato quello degli alberghi e ristoranti con 80 mila ingressi, quello di minore assorbimento è stato quello delle attività ricreative, culturali e sportive con 6 mila 882 ingressi.
Il tasso di nuova occupazione femminile in Sicilia è stato pari al 38,1 per cento mentre quello maschile è stato del 61,9 per cento”.
 


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PALERMO - Il contesto del mercato del lavoro siciliano prima della crisi mette in risalto soprattutto come ci sia poco spazio per i lavoratori di età adulta. I soggetti assunti nel 2007 nell’Isola appartengono in massima parte alla fascia di età tra i 25 e i 34 anni, in minima parte oltre i 65 anni. A venire fuori anche dati interessanti rispetto al contesto invece prettamente territoriale, cioè suddiviso per provincia. Emerge che ancora nel 2007 agricoltura ed edilizia riuscivano a reggere abbastanza bene e che quindi il declino è legato più che altro a questo momento di crisi congiunturale. Non a caso ad Agrigento e Ragusa sono state altissime le assunzioni in agricoltura (complessivamente oltre 30 mila unità), mentre spiccano l’edilizia a Caltanisetta, Catania, Siracusa e Trapani, territori dove proprio oggi invece si sentono fortissimi contraccolpi sotto questo punto di vista. In queste province infatti il tasso di disoccupazione è lievitato notevolmente a causa del calo degli appalti pubblici. Palermo e Messina invece svettano per la loro peculiarità turistica: hanno avuto grossi riscontri di nuove assunzioni nel settore degli alberghi e dei ristoranti, ovviamente però si tratta di posti di lavoro “fittizi”, cioè vale a dire di assunzioni stagionali.

Articolo pubblicato il 01 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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