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Quotidiano di Sicilia

Un futuro alle flotte pescherecce
L’assessorato regionale alla Pesca, Ispra e Cnr preparano una ricerca per ribaltare il regolamento Ue. Il restringimento delle maglie delle reti mette in serie difficoltà il settore

Tags: Pesca, Unione Europea, Titti Bufardeci



PALERMO - Da oggi 1 giugno entra in vigore il Regolamento Mediterraneo 1967/2006 sulla Pesca dettato dalla Commissione europea. Le nuove regole per il settore prevedono l’utilizzo di maglie più larghe nelle reti, procedure che renderanno impossibile, ad esempio, la cattura di parecchie specie ittiche particolarmente diffuse nella marineria siciliana. Per rispondere con argomentazioni scientifiche al dettato del nuovo regolamento, il dipartimento Pesca della Regione siciliana avvierà con Ispra e Cnr - in collaborazione con le marinerie locali - una campagna di ricerca per provare l’inefficacia di alcune delle norme contenute nel regolamento comunitario.
“In un momento così delicato di crisi economica - spiega l’assessore regionale alle risorse agricole e alimentari, Titti Bufardeci - stiamo lavorando per garantire un futuro alla nostra flotta peschereccia. Le regole dell’Unione Europea vanno rispettate, ma possiamo rassicurare i nostri pescatori.
“Vogliamo salvare - continua Bufardeci - la tradizione legata ad alcune specie ittiche che sono anche patrimonio della gastronomia siciliana, come il cappuccetto, il calamaricchio e il cicirello. Si tratta di tre specie, vale la pena ricordarlo, che vengono catturate già adulte”.
La campagna di ricerca finanziata dalla Regione siciliana costerà 300 mila euro e si baserà su studi compiuti da Sciacca a Trapani.

Articolo pubblicato il 01 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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