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Palermo - Cammarata scivola sul percolato indagati il sindaco e altri dodici
di Agostino Laudani

Giambrone (Idv): “Il Governo lo sollevi dall’incarico”. Spallitta (Un’altra storia): “Nuove elezioni”. Discarica di Bellolampo, sotto inchiesta tutti i vertici Amia dal 2007

Tags: Palermo, Rifiuti, Amia, Bellolampo, Diego Cammarata, Fabio Giambrone



PALERMO - Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, è indagato dalla Procura nell'ambito dell'inchiesta sulla discarica di Bellolampo gestita dall'Amia, l'ex azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti. Al sindaco vengono contestate ipotesi di reato che vanno dal disastro doloso all'inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva della discarica, fino all'abbandono dei rifiuti speciali. Secondo l'accusa, infatti, Cammarata avrebbe impartito gli ordini su come gestire l'ex municipalizzata e anche la discarica. L'avviso di garanzia  è stato notificato ieri mattina al primo cittadino, mentre era in corso un’ispezione dei tecnici inviati dalla Procura a Bellolampo. Oltre a Cammarata, per presunte irregolarità nella gestione della discarica sono indagate altre 12 persone: in pratica tutti i vertici dell'Amia dal 2007. Tra questi Gaetano Lo Cicero, fino a pochi mesi fa commissario liquidatore dell'ex municipalizzata, e i dirigenti Aldo Serraino e Giovanni Gucciardo, che si sono alternati nella gestione del sito di Bellolampo.

L’INDAGINE - Al centro dell'inchiesta la formazione dell'enorme lago di percolato, il liquido rilasciato dai rifiuti, altamente inquinante, che si è formato nella discarica.  Nelle scorse settimane dagli accertamenti disposti dai pubblici ministeri Calogero Ferrara e Maria Teresa Maligno, titolari del fascicolo, era emersa la presenza di solfiti, nitrati e metalli nelle acque di alcuni pozzi della zona. Da qui l'ipotesi che il percolato si sia infiltrato nel sottosuolo e nella falda acquifera. Il percolato, inoltre, sarebbe tracimato a valle, finendo per inquinare il torrente Celona che alimenta il canale Passo di Rigano, le cui acque finiscono nel mare dell'Acquasanta.    Proprio per accertare se il torrente e le acque sotterranee siano state contaminate specificamente dal percolato i pm hanno disposto una serie di analisi tuttora in corso. Verranno prelevati campioni che saranno congelati e inviati in un laboratorio di Milano, unico in Italia a fare questo tipo di accertamenti.    I pubblici ministri indagano pure sullo smaltimento delle ecoballe provenienti dalla raccolta differenziata che, invece di essere dirottate nei centri speciali, sarebbero finite in discarica insieme ai rifiuti ingombranti e ai tronchi delle palme uccise dal punteruolo rosso.

TEMPI SCADUTI - Proprio ieri è scaduta l'autorizzazione, concessa in deroga con ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri lo scorso 30 aprile, che consentiva lo smaltimento dei rifiuti urbani nella discarica. L'ordinanza stabiliva che il sindaco Cammarata doveva provvedere a smaltire il percolato di Bellolampo utilizzando le risorse economiche anticipate dalla Regione Siciliana. A tal proposito, l’assessore comunale all’Ambiente, Mario Parlavecchio, ha fatto sapere che "il problema non è  risolto” e che l’amministrazione “aspetta da parte dei consulenti dell'Amia,  nominati dai commissari della società, uno studio ad hoc in cui  siano indicate chiaramente le modalità di smaltimento del liquido in discarica e l'ammontare economico dell'operazione".

LE REAZIONI - “Cos'altro aspetta il governo a sollevare dall'incarico il sindaco di Palermo?”. Lo chiede il senatore Fabio Giambrone, commissario regionale siciliano di Italia dei Valori. “Dai brogli alla gestione scellerata dei rifiuti,nonostante il nostro dossier dettagliatissimo consegnato all'assessore Chinnici ed agli organi competenti, - aggiunge - attendiamo una presa di posizione che restituisca chiarezza e legalità al Comune”.  “Fatti di una tale gravità – ha dichiarato Nadia Spallitta, consigliere di Un’altra storia - nelle more del loro accertamento, implicano l’obbligo morale e politico per Cammarata di rimettere il mandato. Mi sembra che ci siano tutti gli elementi per considerare chiusa questa stagione politica e per avviare ciò che i cittadini auspicano e chiedono, e cioè un nuovo corso della politica locale con nuove elezioni ed un nuovo sindaco”.

Articolo pubblicato il 01 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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