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Difficile programmazione senza il piano spiaggia
di Rosario Battiato

Una legge regionale del 2005 disciplina l’uso del demanio marittimo. Dopo 5 anni solo il 30% degli enti si è messo in regola

Tags: Ambiente, Legambiente, Bandiere Blu



PALERMO – Le quattro Bandiere blu all’anno decretate dalla Fee per il litorale siciliano, a fronte di una lunghezza di coste seconda solo alla Sardegna, sono una diretta conseguenza dello stato di disinteresse gestionale in cui gravitano molti enti locali. Il prestigioso riconoscimento viene infatti assegnato non solo per la qualità delle acque, ma anche per una serie di fattori che riguardano la vivibilità, l’accessibilità e i servizi delle spiagge.

Ma sono pochi i comuni siciliani che hanno pensato alla realizzazione del piano di utilizzo del demanio marittimo, nonostante una legge regionale.
La legge regionale siciliana n. 15 del 29 novembre 2005 all'art. 4 precisa infatti come “le attività e le opere consentite sul demanio marittimo possono essere esercitate e autorizzate solo in conformità alle previsioni di appositi piani di utilizzo delle aree demaniali marittime, approvati dall’assessorato regionale del Territorio e dell’ambiente su proposta dei comuni costieri”.

La norma riguarda anche le concessioni private in quanto la norma prevede che siano i Comuni a indicare le aree demaniali dove si possano realizzare, tra l’altro, “stabilimenti balneari; esercizi di ristorazione e somministrazione di bevande; rimessaggio o noleggio di imbarcazioni e natanti in genere; porti turistici e ricoveri per le imbarcazioni e natanti da diporto”.
Un passaggio essenziale quindi per la gestione turistica e la tutela del litorale isolano. Ma se attualmente ancora il 70% dei comuni risulta inadempiente, bisogna dire che questo dato non ha visto grandi miglioramenti negli ultimi anni. Infatti in una nota del centro studi “La Città” si legge come “al 31 dicembre del 2007 su 122 comuni costieri una quarantina avevano già redatto e presentato il piano”. La Regione minaccia o ha già dato seguito al commissariamento.

Articolo pubblicato il 01 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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