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Quotidiano di Sicilia

Nelle tre grandi città depurazione all’anno zero
di Rosario Battiato

L’assenza di impianti è tra le principali cause dell’inquinamento. Il capoluogo ripulisce il 33% delle proprie acque

Tags: Ambiente, Legambiente, Bandiere Blu



PALERMO – L’altra grande causa dell’inquinamento marittimo è direttamente collegata all’assenza di una depurazione adeguata delle nostre acque reflue. Gli scarichi isolani infatti sono ben noti per essere tra i peggiori d’Italia, una risonanza che ha ormai raggiunto livelli extranazionali.
Infatti la Commissione Europea ha deferito l'Italia e la Spagna alla Corte di giustizia dell'Unione europea per la violazione della normativa Ue sul trattamento delle acque reflue urbane in base alla quale entro il 31 dicembre 2000 i due paesi avrebbero dovuto predisporre sistemi adeguati per il convogliamento e il trattamento delle acque nei centri urbani con oltre 15.000 abitanti.

Tra i 178 centri urbani nel mirino della Commissione spiccano alcuni comuni importanti – principalmente meridionali – e soprattutto Palermo e Messina, probabilmente le città più rilevanti assieme Reggio Calabria e Caserta. Sul fronte degli impianti di depurazione – a Catania solo 200 mila persone sono servite dal servizio e Palermo depura solo il 33% delle sue acque – l’Isola mantiene una capacità pari a 5,5 milioni di abitanti equivalenti, unità di misura utilizzata nel campo della depurazione. Ma il dato più sconcertante emerge proprio facendo il confronto tra la capacità necessaria pari a 8,5 milioni di AE, la capacità degli impianti realizzati pari a 5,5 milioni di AE e la media annua della capacità utilizzata pari a 3,6 milioni di AE. Dati emblematici nel definire che la quota della capacità degli impianti sulla capacità necessaria è pari al 64,7%, mentre la quota della capacità utilizzata sulla capacità necessaria è pari al 42%. Non sono certo belle notizie per i nostri mari.

Articolo pubblicato il 01 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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