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Quotidiano di Sicilia

Codacons lancia una class action contro i danni prodotti dal fumo
di Marina Barrera

Bat Italia avrebbe incrementato gli effetti di dipendenza aggiungendo al tabacco oltre 200 additivi. Ciascun fumatore danneggiato potrà chiedere un risarcimento di 3.000 euro

Tags: Fumo, Sigarette, Bat Italia, Codacons, Class Action



Palermo - Attenzione agli additivi al tabacco. L’immancabile sigaretta potrebbe essere stata più dannosa del normale, rendendovi schiavi della nicotina. Ad essere sotto accusa è la società Bat (British American Tobacco) Italia s.p.a. contro cui il Codacons ha annunciato una class action. Si tratta del primo caso in Italia di azione di risarcimento collettiva contro i danni prodotti dal fumo.

Il 30% dei siciliani – è questa la percentuale dei fumatori nell’Isola, secondo i dati del rapporto regionale "Passi" (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) – potrà chiedere i danni alle multinazionali del tabacco. In particolare chi fuma le sigarette dei marchi interessati: MS, Alfa, Bis, Brera, Colombo, Cortina, Esportazione, Eura, HB, Kent, Lido, MS Club, Mundial, Nazionale, Nazionali, N80, Rothmans, Sax Musical, St. Moritz, Stop, Super, Zenit, Vogue, Dunhill, Kent, Lucky Strike e Pall Mall.
Sono complessivamente circa 3 milioni e mezzo gli italiani fumatori dipendenti delle sigarette della British American Tobacco Italia. Si potranno chiedere i danni causati dalle multinazionali del tabacco, che hanno manipolato gli effetti di dipendenza creati dalla nicotina. E, come se non bastasse, sono stati aggiunti centinaia di additivi noti, e altri ancora sconosciuti, per rendere sempre più schiavi i fumatori.

Come è stato svelato da uno studio svizzero commissionato dall’Ufficio federale della Sanità Pubblica, che dimostra come “lo scopo degli oltre 200 additivi inseriti nelle sigarette sia quello di aumentare la dipendenza nei fumatori”. “Tra questi, a porre problemi – si legge nella ricerca svizzera - è soprattutto il mentolo poiché rallenta la decomposizione della nicotina e sembra rendere più piacevole l’inalazione e il transito attraverso le vie respiratorie”. 
“Il risarcimento che ciascun fumatore potrà chiedere aderendo all’iniziativa – ha spiegato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - è di 3.000 euro (2.000 euro per il danno da dipendenza da nicotina, più 1.000 euro per il costo delle sigarette), per un totale di 10,5 miliardi di euro”.

Il presupposto principale della Class action poggia sulla responsabilità di “Bat Italia” di non aver eliminato dalle sigarette la nicotina, e per aver incrementato gli effetti di dipendenza dalla nicotina aggiungendo al tabacco oltre 200 additivi.
La Class action si basa su una sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito che “il produttore di sigarette, esercitando attività pericolosa, ai sensi dell’art. 2050 c.c., è tenuto al risarcimento dei danni derivanti dall’attività che svolge, se non prova di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno.

La class action è stata avviata in concomitanza con la Giornata mondiale senza tabacco. è già possibile attraverso i moduli pubblicati sul sito www.codacons.it per i fumatori dei marchi prodotti dalla Bat Italia S.p.a. fornire la propria preadesione alla class action promossa dal Codacons. Inoltre, sul blog www.carlorienzi.it è stata pubblicata la lista completa degli additivi inseriti nelle sigarette prodotte da Bat Italia.
 


Quasi un italiano su tre dichiara di essere un fumatore
 
Palermo – Il numero dei fumatori in Sicilia è stazionario. Quasi un siciliano su tre (30%) si dichiara fumatore, mentre il 17% ex fumatore. Quasi tutti gli ex-fumatori hanno smesso di fumare da soli. è quanto emerge dal rapporto regionale “Passi” (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), programma promosso dal ministero della Salute, per porre al centro degli interventi di sanità pubblica e di prevenzione i bisogni e le esigenze dei cittadini. Ma qual è il trend generale? Secondo quanto diffuso dall’indagine condotta dalla Doxa, per conto dell’Istituto Superiore di Sanità, è diminuito il numero degli italiani che fumano. Attualmente in Italia fuma il 21.7% delle persone di 15 anni in su corrispondenti a circa 11,1 milioni di italiani, di cui 5.9 milioni di uomini e 5.2 milioni di donne. A contribuire notevolmente alla discesa del consumo di sigarette sono i divieti. Secondo il rapporto regionale “Passi”, il 57% dei siciliani riferisce che, sul luogo di lavoro, viene rispettato il divieto sul fumo, mentre il 31% dichiara che nelle proprie abitazioni è permesso fumare “ovunque” (5%) o in “alcune zone” (30%).

Articolo pubblicato il 05 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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