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BB.CC., valore aggiunto se gestiti da privati
di Dario Raffaele

Prosegue l’attività promozionale dell’assessorato regionale ai Beni culturali. La ricetta dell’assessore Armao è sempre la stessa. Ma bisogna evitare la gestione delle grandi aziende multinazionali con scarso interesse per il territorio

Tags: Beni Culturali, Gaetano Armao



CALTANISSETTA - L’Assessore dei Beni culturali e l’Identità siciliana Gaetano Armao, paladino dei beni culturali siciliani. E per il rilancio e la valorizzazione degli stessi è più che convinto: è necessario l’intervento dei privati. L’ultima occasione per ribadirlo è stato l’intervento di domenica scorsa, al dibattito “Conquistati o conquistatori a Vassallaggi: prospettive di valorizzazione di un sito della Sicilia interna” tenutosi a San Cataldo in provincia di Caltanissetta.

Vassallaggi è un importante sito archeologico che sorge sull’omonima collina in territorio di San Cataldo. Scoperto nel 1905, si ritiene sia stato uno dei primi insediamenti delle popolazioni Sicane già dall’età del bronzo. Nonostante sia poco noto, riveste una grande importanza archeologica. I reperti più antichi che vi sono stati rinvenuti sembrano risalire addirittura al II millennio a.c.

“Prendo atto - ha detto l’Assessore Armao - della preoccupante condizione in cui si trova Vassallaggi. Occorre intervenire per arrestarne il degrado. Nonostante la scarsità delle risorse, insieme al Presidente Lombardo siamo riusciti a reperire, in questi mesi, 50 milioni di euro di fondi Fas che saranno destinati ai bandi per il recupero proprio di siti archeologici. Vassallaggi si trova nelle condizioni per attingere a questi bandi”.

“Nonostate sia fondamentale il recupero dei nostri beni troppo spesso degradati - ha aggiunto Armao - questa attività non è sufficiente. Occorre fare molto di più per la Sicilia. Bisogna lavorare sul territorio alla ricerca di privati che abbiano interesse alla gestione dei servizi che devono accompagnare la fruizione dei beni culturali, evitando che la gestione di queste attività vada a grandi aziende magari multinazionali, con scarso interesse nel territorio. Solo così i beni archeologici e culturali rappresenteranno un valore aggiunto per il territorio”.

“La Sicilia - ha proseguito Gaetano Armao - deve impegnarsi per fare rete ovvero dar vita a circuiti culturali che collaborino fra loro e si presentino sul mercato dei tour operator con pacchetti di offerte culturalmente appetibili e ben organizzate. Questo permetterà la crescita del turismo, la valorizzazione anche delle aree interne e consentirà alla Sicilia di avvalersi di credenziali sempre migliori in Europa sia per l’offerta turistico-culturale, che nei processi di interazione con i grandi circuiti e le grandi organizzazioni culturali europee e mondiali, incrementando anche gli scambi espositivi e le collaborazioni culturali internazionali”.

Alle dichiarazioni dell’assessore hanno fatto eco quelle del Sovrintendente del Mare Sebastiano Tusa per il quale “le risorse locali esistono e vanno valorizzate. Occorre dar vita a seri programmi di gestione comuni fra pubblico e privato, fornendo opportunità ai giovani ed al territorio. Al tempo stesso occorre coniugare a queste attività un programma di seria ricerca, coinvolgendo le Università”.

L’instancabile assessore Armao, ha poi visitato il museo geologico Gaetano Giorgio Gemmellaro di Palermo, una delle più prestigiose realtà museali di Palermo, che fa parte del dipartimento di Geologia e Geodesia dell’università del capoluogo.
Il museo è stato istituito nel 1860, grazie all’opera di Gaetano Giorgio Gemmellaro, che fu chiamato a ricoprire la cattedra di geologia e mineralogia all’università di Palermo, e, in occasione del centocinquantesimo anniversario della spedizione dei Mille, riapre le porte con un allestimento rinnovato e con una maggiore attenzione per gli aspetti didattici.

Nel museo è in corso di allestimento la mostra permanente sulla storia geologica della Sicilia, la cui realizzazione è stata resa possibile grazie ai finanziamenti erogati dall’assessorato ai Beni culturali.
L’esposizione sarà inaugurata il prossimo autunno, in corrispondenza con la ricorrenza del centocinquantesimo anniversario dell’istituzione del museo. Insomma, una ventata di aria nuova per il settore dei beni culturali siciliani.

Articolo pubblicato il 09 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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