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“Rifiuti, saltato sistema di profitti”
La seconda giornata siciliana della commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti. Russo: 5 anni non sono bastati per costruire i termovalorizzatori

Tags: Rifiuti, Gaetano Pecorella, Pier Carmelo Russo



TRAPANI - Prosegue la missione siciliana della commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, presieduta da Gaetano Pecorella. Oggi, ultimo giorno a Catania con la prevista audizione del presidente della Regione, Raffaele Lombardo.

Ieri, nei locali della Prefettura di Trapani, è stato ascoltato, tra gli altri, l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità Pier Carmelo Russo. Secondo Russo “la situazione di crisi è evidente”, così come è evidente che è stata “generata dalla nuova legge regionale sui rifiuti, che ha fatto saltare un sistema che ha garantito cospicui profitti a tasso di liceità variabile”. L’esponente dell’esecutivo Lombardo ha poi sottolineato che la gara d’appalto per i termovalorizzatori “è stata aggiudicata nel 2002 e dichiarata illegittima nel 2007. Per fare un termovalorizzatore ci vogliono da 24 a 36 mesi, quindi chi oggi lamenta che questo governo non vuole fare i termovalorizzatori, perchè non li ha fatti nei cinque anni in cui c’era la gara?”.

Il dirigente generale delle acque e dei rifiuti, Ferdinando Delle Nogare, “la situazione siciliana legata all’emergenza rifiuti è condizionata da quello che succederà nella discarica Bellolampo a Palermo”. “Lunedì pomeriggio abbiamo promosso una riunione per capire l’effettiva capacità del sito, dopo di che potremmo fare dei conti - ha aggiunto - A Bellolampo si sta realizzando una vasca la cui capacità effettiva è ancora da verificare. Solo dopo la riunione riusciremo a fare una pianificazione per il futuro”. La commissione ha prestato particolare attenzione ai possibili danni ambientali provocato dal percolato prodotto dalla discarica di Bellolampo.

Per Sergio Marino, direttore generale Arpa Sicilia, “il danno ambientale a Bellolampo c’é, ma è da verificare se si tratta di un danno ancora reversibile. C’é un’indagine della procura che è ancora in corso e alla quale stiamo contribuendo”. “La procura sta cercando - ha detto Marino - l’eventuale interrelazione tra il percolato e le falde acquifere. Non ho elementi per poter dire che questa interrelazione oggi esista”.

Per il trattamento del percolato a Bellolampo serve un impianto, prospetta il dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile, Pietro Lo Monaco, anch’egli sentito dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

“Un impianto in sito costa molto meno di trasportare il  percolato in giro per l’Italia - ha detto Lo Monaco - ci sono già aziende che hanno avanzato proposte per realizzare un impianto del genere. Questo tipo di intervento è l’unica soluzione”.
La Commissione, a conclusione delle audizioni, ha paventato il rischio di un’emergenza rifiuti in Sicilia entro i prossimi sei mesi. Per il dirigente della Protezione civile, “lo stato di emergenza è tecnicamente possibile prevenirlo”, ma a condizione che tutti lavorino “nella stessa direzione, in  maniera sinergica”.

Articolo pubblicato il 10 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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