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di Antonella Guglielmino

Il Convegno Aidda “Promuovere la Cultura del Turismo - la visione delle imprenditrici”. Caleca: “Progettare dei circuiti per massimizzare le ricadute economiche e turistiche”

Tags: Aidda



MARSALA (TP) - In occasione dei trent’anni di Aidda Sicilia è stato organizzato un convegno, che si è svolto a  Marsala su  come “Promuovere la cultura del turismo. La visione delle imprenditrici”.
Ricordiamo ai nostri lettori che in Sicilia questa associazione fu fondata nel 1980 dalla imprenditrice Graziella Viale Gabriella  insieme a Gabriella Renier  Filippone , Silvia Valvo Scelfo, Laura Grispo, Adele Campagna Sorrentino, Aidda Sicilia, associata a Les  Femmes Chefs d’Enterprises Mondiales, rappresenta l’imprenditoria siciliana in rosa che opera nei settori più diversi. La delegazione siciliana  presieduta dalla imprenditrice  Rossana Giacalone Caleca, conta oggi 52 associate.
A fare gli onori di casa la presidente  Rossana Giacalone Caleca, presenti il sindaco di Marsala, Lorenzo Carini,  il presidente delle Provincia, Girolamo Turano, la presidente nazionale Aidda,  Laura Frati Gucci.

Pubblichiamo alcuni stralci dell’intervento del presidente Caleca: “Il titolo del nostro convegno non nasconde il tono imperativo di una azione che non può essere  più ritardata “Promuovere la cultura del turismo - e propone un punto di vista particolare quanto meno nelle proposte “La visione delle donne” .Per la mia relazione ho utilizzato  prevalentemente dati del servizio  studi di Intesa San Paolo. Un numero solo per cominciare;
Oggi viaggiano nel mondo 800 milioni di cittadini per turismo e nei prossimi cinque anni la cifra è destinata ad aumentare. Non è più come al tempo di Wolfgang Goethe quando  al “viaggio in Italia” non si poteva rinunciare e l’Italia non è più fra i leader.
Nel 1970 l’industria turistica italiana era la più fiorente del mondo. Finché ci hanno superato tutti .
Oggi siamo al settimo posto dietro Stati Uniti, Giappone, Cina, Francia, Germania e Spagna un vero capitombolo sempre secondo lo studio di Intesa San Paolo.

Ma come è stato possibile solo pochi decenni fa il nostro paese figurava  in testa a tutte le classifiche.
Prezzi troppo alti, carenze infrastrutturali, scarsa sicurezza, dimensione esigua delle aziende, confusione nelle politiche pubbliche. E investimenti nettamente inferiori a quelli di Francia e Spagna.
La Caleca sottolinea che “a causa della frammentazione eccessiva l’Italia non riesce ancora a intercettare i flussi turistici con i maggiori tassi di sviluppo, come quello cinese. Mare e sole  non riescono a fare la differenza da soli . Il Sud pur avendo il maggior numero di bandiere blu ha la minore percentuale di coste balneabili d’ Italia.

E la Sicilia? “È una realtà la nostra  con tutti i numeri per decollare e in piena evoluzione, frenata però da una mancanza di forme di programmazione partecipata ed orientata al medio-lungo periodo, Programmazione che invece caratterizza da tempo i nostri competitors internazionali. Il futuro implica di sperimentare forme di valorizzazione innovative, guardando ad esempio alle più recenti e fortunate esperienze europee, progettare circuiti espositivi in grado di massimizzare le ricadute di carattere economico e turistico, individuare nuove forme di sviluppo e valorizzazione che consentano di competere sul mercato mondiale e possano costituire un ampio bacino di posti di lavoro nell’immediato e nel prossimo futuro. I grandi eventi pur con tutte le difficoltà che si manifestano nelle fasi preparatorie e non solo!, sono ormai diventati i principali motori per accelerare processi già in atto sia sul piano infrastrutturale che su quello culturale. Allora creiamoli l’esperimento della Vuitton Cup di Trapani è il nostro esempio concreto più vicino.

“La Cultura ci fa ricchi” è un motto che come Aidda  Sicilia abbiamo usato lo scorso novembre per sostenere che gli investimenti in cultura hanno una forte capacità di sedurre i mercati e di mettere a frutto le nostre aziende.
“Studiare e mettere in evidenza quanto l’elemento culturale contribuisca alla ricchezza delle città, delle imprese e dei cittadini .
Vogliamo aprire una seria riflessione  su come la Sicilia, potrà proporsi come risorsa e come deve crescere attraverso un proficuo rapporto tra qualità della vita , impresa e  valorizzazione del territorio” .

Un’attenzione particolare agli “indicatori che segnalano l’esigenza di sviluppare un nuovo sistema di mercato nelle filiere dell’edilizia sostenibile, delle fonti energetiche rinnovabili e della gestione del territorio.
L’obiettivo è il rafforzamento del rapporto impresa-ricerca-formazione, l’innalzamento del livello tecnologico delle imprese,l’attrazione e lo stimolo alla nascita”.
 

 
L’associazione. Chi sono le socie Aidda
 
MARSALA (TP) - Con quasi 1.300 iscritte in tutta Italia, Aidda rappresenta un punto di riferimento per le donne che rivestono ruoli di responsabilità nelle imprese.  Sono donne che operano nei settori più diversi, dal commercio (circa il 30%) all’industria (32%), con presenze di primissimo piano in campi come l’abbigliamento, alimentari, arredamento, chimica, edilizia, editoria, metalmeccanica, dai servizi (30%, dalle assicurazioni al settore pubblicitario) all’agricoltura (6%) e all’artigianato (2%). 
Aidda è attiva sul territorio con 16 delegazioni regionali e rappresenta, tra titolari d’azienda e dirigenti, circa 1500 imprese, prevalentemente medio-piccole, con circa 200 mila addetti e un fatturato complessivo di oltre 25.000 milioni di euro.
Presidente nazionale è Laura Frati Gucci mentre Rossana Giacalone Caleca è la presidente della delegazione Sicilia dal 2008.

Articolo pubblicato il 10 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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