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Quotidiano di Sicilia

La soluzione? La Sicilia ce l’ha già nello Statuto
di Michele Giuliano

Mortificato un documento che ha pari dignità della Costituzione. Liberi consorzi, anziché Province: abolire la l.r. 9/86

Tags: Enti Locali, Province



PALERMO - Il presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, ha annunciato l’intenzione di istituire un nuovo apparato che sostituirà le Province nelle grandi aree metropolitane: le città metropolitane.
Ad occhio sembra un’ulteriore complicazione, più che uno snellimento: “Le Province – ha sostenuto Berlusconi - sono una dimensione e uno strumento vecchio e abbiamo intenzione di superarle e in queste grandi aree urbane intendiamo realizzare la città metropolitana”.

Questo disegno di legge non potrebbe modificare comunque la situazione siciliana, in quanto esse sono di esclusiva competenza della Regione il cui Statuto ha lo stesso rango della Costituzione.
Questa modifica andrebbe fatta dall’Assemblea regionale siciliana la quale dovrebbe abolire la legge regionale 9/86 che farebbe tornare la Sicilia all’impianto statutario originario previsto dall’articolo 15 che prevede per l’appunto la costituzione di liberi Consorzi tra Comuni.

Certo è che oggi, alla luce di questo grande dibattito a livello nazionale, rappresenta un paradosso proprio la Sicilia.
Duole infatti ricordare che proprio nell’Isola si è avuta, in tal senso, la legislazione più lungimirante sin dal 1946 che la politica siciliana ha mortificato e stravolto, apportando per l’appunto l’introduzione delle Province regionali.
Come dire, la soluzione era già bella e in casa e i siciliani invece si sono tirati la zappa sui piedi. Oggi però di tornare indietro non sembrano esserci nemmeno i presupposti: in Sicilia è già difficile riuscire a mettere mano una volta alle norme, immaginiamoci addirittura farlo due volte e per di più per un tema così scottante anche dal punto di vista politico. 

Articolo pubblicato il 10 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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