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Taglio dei trasferimenti è sempre la solita solfa
di Michele Giuliano

Diminuiscono anche gli investimenti e poi si foraggiano i consulenti. I presidenti lamentano minori entrate ma non risparmiano

Tags: Enti Locali, Province



PALERMO - Pochi investimenti? Questo non è sinonimo di scarsa programmazione. Si difendono le amministrazioni provinciali di fronte a questa accusa. A fare presente la situazione difficile è il presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono. La sua è stata una delle Province in Sicilia ad avere subito più tagli ai trasferimenti, situazione che ovviamente non gli consente di poter investire.
“Malgrado la riduzione delle entrate rispetto allo scorso esercizio soprattutto da parte della Regione di ben  4 milioni e 500 mila euro – ha sottolineato Bono - siamo riusciti tuttavia a definire uno strumento contabile capace di farsi carico della progettualità dell’amministrazione e di dare significative risposte ai cittadini di questa provincia in alcuni fondamentali  settori”.

Va bene i tagli, ma possibile che tutto possa essere sempre imputabile ai minor trasferimenti? Veramente le Province hanno ben poco da piangersi addosso perché hanno dimostrato di essere in grado di trovare i soldi quando serve. E non certo per necessità. Basti pensare all’enorme cifra spesa dai nove enti nel 2008 per consulenti ed esperti: dall’analisi delle tabelle del ministero della Pubblica amministrazione in Sicilia le amministrazioni provinciali hanno speso 5 milioni e mezzo di euro. E a finire sul banco degli imputati ci sono tutti, consulenti che guadagnano 100 mila euro per un anno e mezzo di lavoro o 45 mila euro per 6 mesi di attività: sono solo alcuni dei tanti dati forniti nell’ambito dell’”Operazione Trasparenza”, voluta fortemente dal ministro Renato Brunetta per smascherare gli sprechi delle amministrazioni pubbliche. Sprechi dai quali non si salvano certo le Province regionali.

Articolo pubblicato il 10 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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