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Quotidiano di Sicilia

15 milioni di euro per il settore vitivinicolo
di Vanessa Paradiso

La legge Finanziaria regionale a sostegno dell’agricoltura. Ulteriori speranze arrivano dal Patto di sviluppo distrettuale. Contributi agli operatori del settore che vogliono investire in promozione nei mercati extraeuropei

Tags: Agricoltura, Vitivinicolo, Titti Bufardeci



PALERMO - La finanziaria regionale è sicuramente un primo significativo segnale di attenzione nei confronti della crisi dell’agricoltura siciliana. “Per il settore vitivinicolo, tenendo  fede a un preciso programma di riorganizzazione e riaggregazione  del settore -afferma Titti Bufardeci, assessore regionale alle risorse agricole e alimentari- arrivano altri 10 milioni di euro per la  qualificazione della produzione, con un meccanismo che tenta di  far unire le realtà produttive più e meno competitive proprio in  ragione della dimensione operativa. Si darà un sostegno anche agli operatori vitivinicoli che vogliono investire in promozione  nei mercati extraeuropei, con una somma di 5 milioni stanziata per  integrare le risorse già disponibili dall’Ocm del settore”.
“Le condizioni drammatiche in cui versano le aziende artigiane, agricole e commerciali  -dice Francesco Aiello, rappresentante dei Comitati in rete- sono ormai una evidenza quotidiana rispetto alla quale cercano di mobilitarsi settori sempre più ampi di opinione pubblica”.

Si tratta di una situazione che la Coldiretti è impegnata a contrastare con il progetto operativo per una “Filiera agricola tutta italiana” che ha come obiettivo di sostenere il reddito degli agricoltori eliminando le distorsioni e tagliando le intermediazioni con l’offerta attraverso la rete di consorzi agrari, cooperative, farmers’ markets, agriturismi e imprese agricole di prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo.

“Le difficoltà, infatti, non dipendono solo dalla crisi generale del settore -fa rilevare in una nota la Coldiretti- ma dal fatto che stiamo vivendo i drammatici effetti di quelli che sono i due furti ai quali è sottoposta giornalmente l’agricoltura italiana: da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano; dall’altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i prodotti agricoli nazionali  senza alcun beneficio per i consumatori”.

Ulteriori speranze vengono riposte nel Patto di Sviluppo distrettuale. Al riguardo, Bufardeci afferma che “sarebbe un delitto non accompagnare i nostri prodotti agricoli al successo che meritano” ma i risultanti sino ad oggi raggiunti dal Patto di Sviluppo distrettuale “non li ritengo soddisfacenti, per il semplice motivo che dobbiamo fare i conti con le regole della programmazione comunitaria che sin qui hanno penalizzato i distretti industriali dell’agroalimentare. E vi spiego perché: i distretti possono ottenere fondi dal Programma operativo per acquisire servizi immateriali, ma ancora non possono accedere alle provvidenze previste dal piano di sviluppo rurale per interventi di carattere infrastrutturale. è come comprare un software senza avere il computer. A che servono i servizi se non siamo in grado di dotare i distretti di strutture operative competitive e funzionali?
 
Abbiamo chiesto al comitato di sorveglianza del piano di sviluppo rurale di modificare questi aspetti. Sono convinto che i distretti siano la chiave del successo, perché armonizzano il mondo dei produttori, creano delle reti virtuose di collegamento tra gli associati e puntano alla competitività nei mercati, vero punto debole della nostra produzione. Con i distretti sono i produttori a contare di più nella filiera dell’agroalimentare”.
 

 
L’approfondimento. Le agevolazioni per l’accesso al credito
 
Per facilitare l’accesso al credito delle imprese è stata firmata una convenzione tra Confagricoltura Sicilia, la Sgfa (società di gestione fondi per l’agroalimentare) e Banca Nuova. L’accordo prevede l’impegno della banca ad assistere finanziariamente gli associati alla Federazione regionale degli agricoltori e a valutare con la massima tempestività le loro esigenze; che l’organizzazione imprenditoriale indirizzi verso la banca gli associati che richiedono assistenza creditizia e che la Sgfa (società al 100% di proprietà dell’Ismea, braccio operativo del Ministero delle risorse agricole) rilasci in favore della banca e a garanzia dei finanziamenti richiesti una fideiussione diretta pari ad almeno il 50% del fido concesso.
Le linee di credito messe a disposizione da Banca Nuova riguardano anzitutto i progetti approvati nell’ambito delle misure previste dal Psr 2007-2013, ma anche investimenti non direttamente legati al Piano di sviluppo rurale quali il miglioramento fondiario, l’innovazione tecnologica, la valorizzazione commerciale dei prodotti, i beni immobili e l’acquisto di macchine e attrezzature.

Articolo pubblicato il 11 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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