Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

“Disastro ambientale” reato sconosciuto al codice
di Riccardo Bedogni

Previsto il “disastro innominato”, esclusivamente per l’incolumità pubblica. In Italia non è contemplato, esiste solo l’istituto delle sanzioni

Tags: Triangolo Della Morte, Inquinamento, Augusta, Melilli, Priolo, Erg, Petrolchimico, Eni, Maurizio Musco



SIRACUSA - Per porre rimedio alle deficienze in materia di reati ambientali da parte degli stati membri, l’Unione europea invita i Governi, attraverso la direttiva Ce 99/2008, a fornirsi di una legislazione penale forte. In Italia, infatti, il reato di disastro ambientale non è contemplato dal Codice penale. La maggior parte delle sanzioni per reati contro l’ambiente sono di natura contravvenzionale. C’è, inoltre, il problema della prescrizione in 4 anni, a fronte della durata media delle indagini di 1,5 anni. Ma poi bisogna calcolare i tempi dei procedimenti in aula. non si arriva Tant’è che la maggior parte dei reati ambientali contravvenzionali va in prescrizione già al primo grado di giudizio.

“Esiste - ha precisato il sostituto procuratore di Siracusa, Maurizio Musco, durante un recente convegno sul tema dei rifiuti - il reato di disastro innominato, perseguito dall’art. 434 Cp, che non ha però l’ambiente per oggetto, ma solo l’incolumità pubblica”. Così come è inserito nell’ordinamento giuridico italiano il reato di avvelenamento delle acque o di sostanze destinate all’alimentazione, perseguito dall’art. 439 Cp.

Esempio processuale italiano sull’argomento è quello relativo all’inquinamento di Porto Marghera, anche se tutti gli imputati sono stati assolti, a dimostrazione di una debolezza della legislazione italiana in materia. La Corte d’assise di Venezia nella sentenza conferma in pratica “la presenza di sostanze tossiche che non dovrebbero esserci”, ponendo quindi il problema dell’avvelenamento, ma senza risolverlo. La direttiva 99/2008/CE introduce la responsabilità delle persone giuridiche, cioè delle società. Sarà così importante inserirla nella normativa italiana entro il 12 dicembre 2010, termine ultimo per approntare la riforma dell’ordinamento giuridico in materia ambientale.

Articolo pubblicato il 11 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




Leggi tutti gli articoli sull'argomento
  • Petrolieri inquinatori e impuniti -
    Ambiente. L’inquinamento nel Triangolo della morte.
    Augusta. Per l’inquinamento della rada quasi tutti gli indagati, responsabili a vario titolo delle imprese coinvolte, hanno patteggiato condanne (sospese) fino a due anni. Alcuni reati sono andati in prescrizione.
    La bonifica. Annunciata oltre un anno e mezzo fa dopo la firma su un accordo di programma, la pulizia della rada non è ancora iniziata, anche per l’opposizione amministrativa delle aziende.
    (11 giugno 2010)
  • “Disastro ambientale” reato sconosciuto al codice -
    Previsto il “disastro innominato”, esclusivamente per l’incolumità pubblica. In Italia non è contemplato, esiste solo l’istituto delle sanzioni
    (11 giugno 2010)
  • Mercurio, zinco, cadmio... la lista dei metalli a mare -
    È noto a tutti: il numero di malformazioni ad Augusta tra i più alti d’Italia. Molte delle sostanze finiscono nelle tavole dei siracusani
    (11 giugno 2010)


comments powered by Disqus