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Quotidiano di Sicilia

Mercurio, zinco, cadmio... la lista dei metalli a mare
di Riccardo Bedogni

È noto a tutti: il numero di malformazioni ad Augusta tra i più alti d’Italia. Molte delle sostanze finiscono nelle tavole dei siracusani

Tags: Triangolo Della Morte, Inquinamento, Augusta, Melilli, Priolo, Erg, Petrolchimico, Eni, Maurizio Musco



SIRACUSA - Elevatissime concentrazioni di mercurio, arsenico, zinco, cadmio e di altri metalli pesanti. L’ambiente marino della rada di Augusta ne è così avvelenato, che la sua flora e la sua fauna sono fortemente alterate nel loro stesso patrimonio genetico. A fare danni devastanti è per lo più il mercurio, che tra i metalli pesanti è il più tossico, in grado di compromettere non solo la vita marina, ma lo stato di salute dell’uomo, finendo molte specie commestibili avvelenate sulle tavole dei siracusani. Nel 2004, sono stati esaminati, ad esempio, campioni con delle malformazioni scheletriche a carico della colonna vertebrale, tipo con spina bifida a “s” e a “v”. Il pericolo è soprattutto per le donne in stato di gravidanza, perché basta una minima concentrazione di mercurio, di platino o di piombo per compromettere lo stato di salute del nascituro. E’ noto a tutti infatti che il numero di malformazioni neonatali ad Augusta è tra i più alti d’Italia. 

Di preciso, il monitoraggio ha riguardato i fondali della rada di Augusta a partire dallo stabilimento della Sasol, fino ad arrivare a Marina di Melilli. Dalle analisi chimiche effettuate sui sedimenti marini, l’inquinamento ha livelli abnormi. A questo va aggiunto che, per il fatto di avere una temperatura marina più calda, dovuta ai reflui continui delle centrali termoelettriche, arrivano in questi fondali anche delle specie aliene, che poi si adattano all’ambiente. 
Un altro studio di monitoraggio costiero ha riguardato dal 2007 al 2008 i fondali della Penisola Magnisi, interposta tra la rada e Marina di Melilli. I risultati in questo caso stridono con quelli del resto della rada, in quanto qui si ritrovano specie marine, che in genere popolano mari più salubri.

Articolo pubblicato il 11 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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