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Quotidiano di Sicilia

Termini Imerese, no alla “svendita”
di Patrizia Penna

A settembre pronta la prima short list con i progetti più appetibili. La Regione: “Mantenere la produzione automobilistica”. Eppure la riconversione in polo turistico rispetterebbe la vera vocazione della nostra Isola

Tags: Termini Imerese, Fiat, Lavoro, Marco Venturi, Sergio Marchionne



TERMINI IMERESE (PA) – È di poche parole l’ad Fiat, Sergio Marchionne. Forse perché non c’è poi più tanto da dire in merito alla decisione presa dall’azienda torinese di “liquidare”, senza “ma” e senza “se”, il polo industriale di Termini Imerese: “La nostra intenzione – ha ribadito il top manager – è quella di uscire alla fine del 2011”. “Il resto – ha aggiunto – dipende da chi vuole prendere quell’impresa e portarla avanti”.
Le dichiarazioni di Marchionne sono chiare, chiarissime. “Fatto gravissimo” – tuona il senatore del Pd, Giuseppe Lumia – che testimonia come la Fiat abbia preferito voltare le spalle ai siciliani preferendo investire altrove”.

Al laconico e telegrafico Marchionne si contrappone invece la corposa sfilza di dichiarazioni sul futuro dello stabilimento di Termini Imerese all’indomani dell’addio del Lingotto. Sono ormai mesi che si discutono le possibili soluzioni e si valutano percorsi alternativi. Ma forse anche su questo aspetto della questione, è arrivato il momento di “tagliare corto”: lo sa bene l’assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi, il quale ha fatto intendere di voler stringere il cerchio delle offerte e cominciare a parlare, in termini più concreti, del futuro dello stabilimento siciliano. Ed è per questo che è stato stabilito che entro il 15 settembre sarà già pronta la prima short list di progetti più concreti che riguardano il futuro dello stabilimento termitano.
 
“Non siamo interessati ad iniziative a breve termine – ha detto – Non daremo il nostro benestare e le risorse a progetti mordi e fuggi ma ad iniziative che abbiano una prospettiva di lungo raggio”. Le dichiarazioni di Venturi, sono giunte al termine di un tavolo tecnico tenutosi presso il ministero dello Sviluppo Economico nel corso del quale sono stati ribaditi i due punti fermi sui quali dovrà costruirsi il “dopo Fiat” in Sicilia: la tutela e la salvaguardia occupazionale dei lavoratori, innanzitutto, e il rispetto della “vocazione del territorio e cioè la produzione automobilistica”.

Su quest’ultimo aspetto ci sarebbe molto da discutere e ragionare. Non si capisce perché si avverte la necessità di continuare sulla strada della produzione automobilistica (tra qualche anno il mercato delle auto potrebbe essere molto diverso da quello attuale) quando invece si potrebbe riconvertire lo stabilimento in un polo turistico, rispettando così la vera vocazione della nostra Isola. Tale soluzione potrebbe rivelarsi quella più consona considerate anche le potenzialità del nostro territorio e i risvolti occupazionali che ne deriverebbero.

Ad ogni modo, sono tre, al momento, i progetti preliminari di impresa a tutt’oggi presentati e che riguardano il settore automobilistico. Si tratta di Caperev, che vuole produrre macchine elettriche; la Map Engeneering che si occupa di stampaggi di auto e la De Tomaso che è intenzionata a produrre auto nel settore luxury. è proprio la De Tomaso ad aver fatto al momento, secondo Venturi, l’offerta più appetibile. A questi tre progetti se ne aggiungono altri due: uno che riguarda il settore agricolo e l’altra proposta è della Med Studios, che fa riferimento al settore cinematografico.

Nonostante la palese volontà da parte della Regione di mantenere la produzione automobilistica, non sembrano esserci preclusioni nei confronti di possibili alternative. Ed infatti, Invitalia ha annunciato che pubblicherà un avviso internazionale per raccogliere ulteriori manifestazioni di interesse.
L’avviso uscirà sui maggiori quotidiani economici mondiali. Termine ultimo per la presentazione di eventuali altre offerte è il 31 luglio.

Articolo pubblicato il 15 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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