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Controllo del territorio per garantire sicurezza
di Grazia Ippolito

Forum con Antonio Sireci, dirigente Polizia stradale comparto Sicilia orientale

Tags: Antonio Sireci



Come sono organizzati, sul territorio siciliano, i due comparti della Polizia stradale?
“La Sicilia è una realtà molto complessa per quanto riguarda la viabilità: per questo motivo il territorio, per ciò che concerne le attività della Polizia stradale, è suddiviso in due comparti. Il comparto Sicilia orientale, che dirigo dal 28 febbraio, comprende le provincie di Catania, Messina, Siracusa, Ragusa ed Enna e presenta delle caratteristiche differenti rispetto al comparto Sicilia occidentale che ho diretto nel corso del 2008”.

Quali sono le principali differenze tra i due comparti?
“La Sicilia orientale, rispetto a quella occidentale, è un’area più dinamica dal punto di vista della viabilità e più vivace dal punto di vista commerciale: si tratta infatti di una trafficata area di transito verso Messina e verso la Calabria. Soprattutto la provincia di Messina presenta delle peculiarità in quanto territorio di passaggio e snodo di due autostrade (l’A18 che collega Catania e Messina e l’ A19 che collega Palermo e Messina). Questo implica delle difficoltà maggiori per quanto riguarda l’attività di prevenzione e controllo svolta dalle nostre pattuglie sul territorio. Siamo dunque fortemente impegnati su tutti i fronti: viabilità, infortunistica, sicurezza, attività preventiva e punitiva”.

Qual è la situazione della viabilità nel territorio di sua competenza?
“La situazione non è delle migliori. Un esempio lampante è rappresentato dall’autostrada Catania - Messina, inadeguata sotto diversi punti di vista: traffico, reti metalliche, segnaletica, ampiezza delle corsie, spazi, illuminazione. Anche sul versante sud la situazione è alquanto preoccupante: il ponte che attraversa il fiume Simeto, costruito circa 50 anni fa, non è più adeguato a supportare il traffico attuale e i limiti imposti alla viabilità non sono facilmente rispettabili (50 tonnellate è il limite massimo di peso supportato, 50 m è la distanza minima che i veicoli devono mantenere tra loro). L’intero tratto viario che conduce da Catania a Siracusa, per poi proseguire verso Ragusa è inadeguato rispetto alla mole di veicoli che vi transitano quotidianamente e alla tipologia del traffico: sono molti i mezzi pesanti, diretti o provenienti dall’area industriale di Siracusa, che trasportano gas, carburante e altre sostanze tossiche”.

Qual è il vostro principale obiettivo?
“Il nostro principale obiettivo è di ridurre l’infortunistica stradale del 50%. Da questo punto di vista, i risultati raggiunti negli scorsi anni sono stati più che soddisfacenti. Dal 2000 al 2008 l’infortunistica stradale è stata abbattuta di circa il 30% e, solo nel 2008, gli incidenti stradali mortali sono diminuiti del 7% rispetto al periodo precedente”.

In che modo gestite l’attività di controllo del territorio da parte delle pattuglie?
“Le risorse umane di cui disponiamo, purtroppo, sono limitate e non adeguate alla complessità del territorio sul quale il nostro comparto di Polizia stradale svolge la propria attività. Ogni giorno, nell’arco delle 24 ore, sono circa 60-70 le pattuglie che presidiamo il territorio. Il nostro lavoro si svolge prevalentemente sulle autostrade (che sono di nostra esclusiva competenza) e sulle grosse arterie di viabilità (per esempio le strade statali). Alcune pattuglie controllano tuttavia anche i centri abitati nei quali le regole della strada sono meno rispettate perché la gente ha una minore percezione dei rischi che si corrono alla guida: nelle aree urbane c’è una maggiore tendenza a guidare i mezzi a due ruote senza il casco, a non utilizzare la cintura di sicurezza, a usare il telefonino durante la guida. Quest’ultima abitudine è più rischiosa di quanto non si creda: anche utilizzando l’auricolare, parlare al telefono durante la guida comporta dei rischi legati al notevole calo di attenzione da parte di chi è impegnato e distratto da una conversazione”.

Tracciamo una mappa del territorio di sua competenza. Quali sono le strade principali su cui concentrate la vostra attività di pattugliamento?
“Ricordiamo soprattutto le strade che presentano maggiori criticità: l’autostrada A18 che collega Catania e Messina, la SS 114 che collega Catania e Siracusa, la SS 121 che collega Catania a Paternò per poi proseguire verso Adrano e Bronte, la SS 113 che collega Messina e la provincia di Palermo snodandosi lungo la costa settentrionale dell’isola”.

Durante l’attività di pattugliamento, i vostri uomini si avvalgono dell’utilizzo di strumenti informatici? I vostri uffici sono adeguatamente informatizzati?
“Dal punto di vista tecnologico, disponiamo di notevoli risorse. I nostri uffici sono adeguatamente informatizzati e l’attività amministrativa viene svolta con l’ausilio di strumenti digitali. Gli uomini che svolgono attività di pattugliamento dispongono di un piccolo palmare che permette loro di fare il verbale senza il tradizionale ausilio di carta e penna e di trasmetterlo velocemente: questo ci permette di ottimizzare i tempi e migliorare la qualità del lavoro”.

Il personale è sufficientemente specializzato?
“Il personale della Polizia stradale dell’intero territorio nazionale è altamente specializzato. A Cesena è attivo il Casp (Centro Addestramento della Polizia Stradale), un istituto di formazione che, oltre a fornire le competenze e le conoscenze di base, aggiorna continuamente il personale sulle innovazioni normative e tecnologiche”

Articolo pubblicato il 26 maggio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Antonio Sireci, dirigente Polizia stradale comparto Sicilia orientale
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