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Regione, spesa trasferte più controllabile
di Pierangelo Bonanno

La nuova circolare pubblicata sulla Gurs n. 27/2010 dell’assessorato regionale all’Economia per il personale della Pa regionale. Per i pernottamenti: alberghi a quattro stelle solo se non si trova posto in quelli a tre stelle

Tags: Regione Siciliana, Personale, Spesa



PALERMO - Nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana n. 27 dell’11 Giugno 2010 è stata pubblicata, da parte dell’assessorato regionale dell’Economia, la circolare n. 10 del 12 maggio 2010 con oggetto le “Procedure per l’erogazione del trattamento di trasferta del personale regionale e per i relativi controlli”. In particolare, a seguito di alcune richieste di parere in materia di missioni del personale regionale, l’assessorato dell’Economia ha ritenuto opportuno, ad integrazione di precedenti istruzioni, emanare delle direttive univoche, al fine di garantire l’uniformità di comportamento dei diversi dipartimenti regionali e quindi di trattamento del personale e, allo stesso tempo, per contribuire al contenimento delle spese, che, per lunghi anni, sono state eccessive, a causa della struttura elefantiaca della macchina amministrativa regionale.

La circolare, il cui contenuto è stato curato dalla Ragioneria generale della Regione, ha delineato, con chiarezza e dovizia di particolari, i limiti entro cui ricomprendere le spese consentite, nel corso delle missioni di lavoro, ai dipendenti regionali, come: i rimborsi delle spese di trasporto; i rimborsi delle spese di vitto ed i rimborsi delle spese di alloggio.

All’interno del vademecum sono contenuti una serie di disposizioni, ragionevolmente condivisibili, che stabiliscono, ad esempio, come “il consumo dei pasti in località diversa da quella della missione fa sì che la spesa sostenuta non può essere rimborsata, in quanto il personale inviato in trasferta si considera in servizio nella sede di missione per tutta la durata dell’espletamento dell’incarico”.

Nello stesso provvedimento si evidenzia che per le trasferte di durata compresa tra 8 e 12 ore compete solo il rimborso per un pasto nel limite di € 30,55; per le trasferte di durata superiore a 12 ore, oltre alle spese di albergo, al dipendente spetta il rimborso della spesa sostenuta per i due pasti giornalieri, nel limite di complessivi € 61,10.

Inoltre, in tema di spese di alloggi, è interessante ricordare che i Contratti collettivi regionali sia del personale del comparto non dirigenziale che di quello dirigenziale, dispongono che ai dipendenti spettano i rimborsi delle spese sostenute per il pernottamento in un albergo fino a quattro stelle. La circolare si sofferma sull’argomento, evidenziando, implicitamente, un uso, pregresso, non appropriato delle disposizioni contrattuali; infatti, precisa che “nell’ottica del razionale utilizzo delle risorse, l’accezione albergo fino a quattro stelle deve intendersi nel senso che la categoria quattro stelle deve essere presa in considerazione qualora si verifichi l’impossibilità di pernottamento in strutture a tre stelle o comunque la spesa non superi quella relativa alla categoria tre stelle”, ed inoltre, la circolare regionale evidenzia che non è consentito usufruire di alberghi di lusso, cioè a cinque stelle.

Sempre in tema di spese di alloggio, si sottolinea come nei casi di trasferta continuativa nella medesima località, di durata non inferiore a trenta giorni è consentito il rimborso della spesa per il pernottamento in residenza turistica alberghiera di categoria corrispondente a quella ammessa per l’albergo, purché risulti economicamente più conveniente rispetto al costo medio della categoria alberghiera consentita nella medesima località, in tal modo si consente la possibilità di utilizzare i servizi dei bed and breakfast, degli affittacamere, delle case ed appartamenti per vacanze, delle residenze turistiche - alberghiere e degli agriturismi, purché i bed and breakfast autorizzati siano inseriti negli elenchi ufficiali della provincia competente.

Articolo pubblicato il 16 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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