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Le immatricolazioni a +7,86% grazie agli ordini registrati a fine 2009
di Simona D'Urso

Risultati incoraggianti per il mercato dell’auto nonostante l’assenza degli ecoincentivi statali, non attivati quest’anno. Volano le nipponiche, benissimo le francesi, sorridono le tedesche. Risale il gruppo Fiat

Tags: Motori



Nei primi cinque mesi del 2010 sono state immatricolate 992.087 autovetture, ossia il 7,86% in più rispetto allo stesso periodo del 2009. A rilevarlo è il Ministero dei Trasporti (elaborazione dati Unrae).   
Stabile il Gruppo Fiat (+0,57%), con una quota di mercato del 31,08% immatricolando 239.528 autovetture. Impressiona Lancia (+11,68%) con 45.750 auto targate. Male Alfa Romeo (-13,02% con 22,475 immatricolazioni). Perde poco Ferrari (-2,85%). Malissimo Maserati (-28,44%).

Avanza Ford, che immatricola 104.250 auto migliorando dell’11,3% rispetto ai primi cinque mesi del 2009 (la sua quota è ora del 10,51%).   
In linea con il mercato il Gruppo Volkswagen (+6,03%) che sopperisce alle perdite di Seat (-27,06%). Poco negativa Audi (-2,19% con 27.991 immatricolazioni). Bene Skoda (+13,17%) che mette su strada 7.099 auto. In discesa Lamborghini (-19,44%).   
Rispetto al 2009, crolla Porsche con un -26,4%.   

Inizio sfavillante per le francesi (del Gruppo Psa) che insieme immatricolano 110.490 vetture (Peugeot +24,63% e Citroën +25,87%); ed anche Renault che con 57.889 immatricolazioni, migliora del 77,58% rispetto allo stesso periodo del 2009. Bene anche Dacia (+57,55% con 11.972 vetture targate).   
“I dati sono reali ma per le automobili bisogna sempre distinguere fra ordini dei concessionari, vendite al cliente e immatricolazioni (a loro volta in immatricolazioni al cliente finale o per le cosiddette KM0 che rappresentano un inquinamento del mercato)”.

Così chiarisce Federico Finelli, membro del CdA dell’Associazione concessionari Citroën Italia, nonché rappresentante dei concessionari Citroën di Sicilia e Calabria, non ultimo general manager della Citroën Ctauto di Catania.
“Le immatricolazioni boom del primo trimestre - prosegue - (dovute degli ecoincentivi 2009 per contratti del 2009 con immatricolazione sino al 31 marzo 2010) sono state frutto delle consegne di vetture vendute a fine anno scorso. Dopo due mesi il “tesoretto” di immatricolazioni è evaporato riportando il mercato ai livelli del 2009 ma con vendite del 30% inferiori. In questo scenario complicato, Peugeot e Citroën, Case sorelle siamesi a livello mondiale (Gruppo Psa) ma cordialmente avversarie sul mercato, hanno saputo approfittare delle condizioni di mercato”.
C’è da chiedersi come siano andate le cose in casa nostra…

“La Sicilia è la regione italiana dove Citroën registra la sua penetrazione migliore - precisa Finelli - ma con questo non voglio dire che il mercato siciliano non abbia sofferto della recente crisi, specie per quanto concerne la vendita ai privati”.
Il mercato siciliano di auto ha rappresentato nel 2009 (per tutti i marchi) il 5,2% del nazionale mentre sui primi cinque mesi del 2010 ha “tenuto” con un peso del 5,1%. Sui veicoli commerciali (leggeri e medi), buon indicatore di salute delle aziende, si è invece scesi da un 4,2% (già di per sé indicatore di una minore vivacità commerciale dell’Isola rispetto al proprio peso demografico) al 3,9% indicando una sofferenza maggiore delle imprese dell’Isola rispetto al resto d’Italia.
 


Per il segmento B. Clienti più sensibili allo sconto che alla qualità
 
La classifica del ministero dei Trasporti riporta il segno meno per il Gruppo GM (-4,94%) con Chevrolet (-25,07%) e Saab (-78,29%). Opel è il marchio traino delle vendite del gruppo americano con 59.409 immatricolazioni (+4,79%).Rimane stabile Toyota (+0,14%).
Segno negativo anche per le tedesche: i primi cinque mesi del 2010, vedono il Gruppo Bmw con un -11,51%, con Mini (-20,21%) e Bmw meno pesante (-8,63%). Va molto meglio il Gruppo Daimler (+0,28%) con Mercedes con +0,2% e Smart con un -1,16%. Sprofonda il Gruppo Chrysler (-20,26%).   
Volano le giapponesi: Hyundai registra un +32,38%, Kia si dimostra in crescita (+16,1%), molto bene per Nissan (+14,17%), male per le altre nipponiche esclusa Suzuki (+2,26%).   
“In Sicilia il segmento B - spiega Finelli - (vetture piccole: Citroën C3, Fiat Punto, Ford Fiesta, Opel Corsa, Toyota Yaris) la fa da padrone. È però il segmento che ha i margini più risicati e il cliente pare essere più insensibile all’aspetto qualitativo del marchio e al livello del servizio della concessionaria a favore dello sconto, che rendono più difficile la sopravvivenza delle aziende del settore”.

Articolo pubblicato il 16 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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