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Gli incentivi determinano il mercato per l’usato è tempo di rivincite
di Omar Gelsomino

Motivi di pura convenienza: con la fine degli sconti di Stato calano le vendite dei nuovi modelli delle case automobilistiche. Dopo il 2009 in flessione, da maggio hanno ripreso vigore le vendite dei mezzi seconda mano

Tags: Motori



CATANIA - Che il primo semestre dell’anno per le case automobilistiche fosse da dimenticare era più che scontato. Conseguenza, oltre che della crisi economica internazionale, soprattutto del mancato rinnovo degli ecoincentivi statali per la rottamazione. Incentivi, diciamolo pure, che sono serviti solo a dopare un mercato ormai in crisi e utile, principalmente, alle case automobilistiche per svuotare il loro parco macchine e lanciare nuovi modelli più rispettosi delle direttive CE. La contrazione si è registrata a partire dal mese di aprile considerato che fino a marzo le case automobilistiche hanno beneficiato degli ordini inevasi del 2009. Ma che in realtà gli stessi incentivi hanno reso “appetibili” le auto nuove rispetto a quelle usate. Il calo delle vendite rispetto lo scorso anno si è attestato (a maggio) intorno ad un -13,79% con 163.700 nuove immatricolazioni.

Ma di pari passo se continua la flessione per le nuove immatricolazioni c’è un aumento delle auto usate: nel mese di aprile si registrava un aumento dell’8,3% rispetto allo stesso mese del 2009, con 414.347 trasferimenti di proprietà, mentre il primo quadrimestre dell’anno si è chiuso con 1.542.706 trasferimenti di proprietà ed un modesto calo dell’1,54%, da addebitarsi all’andamento negativo del primo bimestre del 2010. Quanti dovranno cambiare la loro macchina torneranno ad orientarsi sul mercato dell’usato, sul quale potranno trovare un parco macchine rinnovato, anche grazie agli incentivi, ma la corsa all’usato potrebbe provocare anche un aumento dei prezzi oltre che delle difficoltà nel trovare delle auto Euro 4-5 per poter circolare nella città in cui sono le Zone a Traffico Limitato.
 
Ed il risparmio è il principale tema riscontrato in un sondaggio fatto da Subito.it, portale per compravendite on line. Il campione intervistato sceglierebbe un 69 % un’auto usata, 16% un’auto nuova e il 15% un’auto a km zero. Ma dal sondaggio emerge la chiara volontà di rivolgersi a privati (51%) e via internet (62%), resta sempre qualcuno (47%) che preferisce rivolgersi ancora alle vecchie concessionarie per la fiducia riposta in esse. Non è da meno il mercato siciliano, tanto che in uno studio di Carnext emerge come nel 2009 vi sono state 113.677 immatricolazioni contro le 111.187 del 2008. Una crescita del 2,2% rispetto ad uno -0,2% a livello nazionale. Mentre il mercato dell’usato ha registrato una leggera flessione 234.166 unità contro le 241.290 del 2008. Un calo del 3% rispetto al 3,9% nazionale.
 
Analizzando il dato nel mercato delle auto nuove nelle singole province emerge come Trapani guidi la classifica con il 12,4%, Caltanissetta (9,2%), Agrigento (8,8%), Catania (5,3%), Ragusa (4,8%), Siracusa (3,4%), Enna (1,7%), Messina (0,9%) e Palermo (-5%). Il dato provinciale per il mercato dell’usato cambia notevolmente: Palermo (-6,2%), Siracusa (-5,7%), Messina (-2,8%), Catania (-2,6%), Ragusa (-2,3%), Trapani (-0,9%), Caltanissetta (-0,6%), Agrigento (-0,2%) ed Enna (4,3%). Secondo l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica mentre prevale il calo delle vendite c’è la rilevare che se le autovetture nazionali detengono una quota di mercato pari al 30% è pur vero che nel mese di maggio 2010 (49.190 rispetto alle 65.696 del 2009) si registra un calo di immatricolazioni pari al 25,12% contro il restante 70% in mano alle case automobilistiche straniere subisce un modesto arresto del 7,79%, cioè 114.510 autovetture immatricolate a maggio 2010 rispetto alle 124.182 unità del 2009.

Articolo pubblicato il 16 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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