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Sanità, finanziare le vere eccellenze
di Carlo Alberto Tregua

Pubblico o privato, purché al massimo

Tags: Sanità, Massimo Russo



Per la sanità in Sicilia, la Regione spende 8,4 miliardi di euro, di cui solo 4,1 rimborsati dallo Stato. È una cifra rilevante che potrebbe essere tagliata di circa un miliardo. Circa 500 milioni riportando la spesa dei farmaceutici alla media nazionale, e altri 500 milioni razionalizzando il sistema ospedaliero e dei presìdi, riducendo l’inutile ed eccessivo personale amministrativo e facendo lavorare tutti i medici e gli infermieri. Oggi, invece, una cospicua parte di essi, protetta da un cattivo ceto politico, fa tutto tranne che il proprio mestiere. Se tutti lavorassero, il carico per ciascuno di essi diminuirebbe e i clienti-ammalati riceverebbero un servizio migliore.
Vi è un secondo aspetto da non sottovalutare. La cortesia e l’educazione che tutto il personale sanitario dovrebbe avere nei confronti dei cittadini che già sono onerati dalla malattia e dovrebbero trovare un ambiente accogliente e ricettivo e non repulsivo.

L’assessorato regionale alla Sanità ha tagliato risorse senza modulare la riga, senza appurare segnatamente, in base a indici e a controlli obiettivi, il livello di qualità che gli organismi preposti a erogare i servizi sanitari debbono avere per ricevere i finanziamenti. Non è vero che i Drg sono tutti uguali. Lo sono quantitativamente, ma non è detto che lo stesso servizio reso da un ospedale, un presidio o un clinica privata abbia la stessa qualità. Questo è il punto centrale: pagare i Drg non solo in base all’elenco pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 11 dell’8 marzo 2002, ma anche in base alla loro qualità.
Se l’assessorato alla Sanità facesse una graduatoria dei servizi prestati da aziende ospedaliere, presidi o cliniche private in base alla qualità, vedrebbe in testa alla graduatoria eccellenze che oggi sono penalizzate. Eccellenze che sono nascoste e che i settori inefficienti tendono a nascondere e mascherare per evitare che emergano.
Non importa che il servizio sanitario sia reso da un ospedale o da una clinica privata. Importa che esso soddisfi al massimo il cliente-ammalato.
 
Vi sono cliniche private che funzionano in modo eccellente e che meriterebbero di avere assegnazioni finanziarie ben superiori a quelle che hanno, perché vi sono dei cervelli onesti e capaci che governano il servizio. E vi sono cliniche private che meriterebbero di essere chiuse perché al di sotto dello standard sufficiente di efficienza. Vedi caso, queste cliniche si nascondono in un sindacato che difende tutti, i migliori e i peggiori, con ciò dimostrando di essere poco sensibile alle necessità dei siciliani.
Parimenti, nel pubblico, vi sono aziende o settori di aziende o di presidi che funzionano molto bene perché sono guidati da primari eccellenti e, vedi caso, non raccomandati, e altri servizi scadenti perché i primari sono lì per occupare una casella e non perché hanno i titoli di merito. è proprio l’incapacità di distinguere fra i bravi e gli inetti che relega la sanità siciliana in basso nella graduatoria nazionale per qualità.

L’assessore al ramo, il bravo Massimo Russo, che sta facendo sforzi titanici per rimettere sui binari il convoglio deragliato della sanità siciliana, deve aggiungere questa scheda alle sue attività: la ricerca del merito che si trova nelle decine di aziende, presidi ospedalieri e cliniche private. I siciliani hanno bisogno di sapere quali sono quelle strutture o quei reparti che meritano i voti più alti per soddisfazione dei malati e gli altri che meritano di essere chiusi. Anche il contratto di lavoro del settore dev’essere rimodulato in modo tale da differenziare lo stipendio base dai premi che vanno assegnati solo quando sono effettivamente meritati.
Ci comunichi, l’assessore Russo, se è sua intenzione fare le tre graduatorie comparate, una per gli ospedali, una per i presidi ospedalieri e la terza per le cliniche private, in modo che tutti sappiano, in piena trasparenza, leggendole sul sito web dell’assessorato, dov’è meglio rivolgersi per ottenere le migliori cure. Naturalmente, la conseguenza delle predette graduatorie sarebbe quella di finanziare chi è più bravo. Basta coi mediocri e con gli inefficienti. Mandiamoli a casa. Non si bara con i soldi dei contribuenti.

Articolo pubblicato il 17 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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