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Bankitalia certifica la crisi dei porti nel 2009, giù merci e passeggeri
di Antonio Casa

Messina (-10,8%) e Palermo (- 7,8%) guidano l’andamento negativo nel transito di persone. Sul risultato riflette la crisi del petrolio, ma il calo è costante da tre anni

Tags: Porto, Economia



PALERMO – La sede di Palermo della Banca d’Italia, con la collaborazione delle altre filiali della Regione, ha pubblicato il rapporto 2010 sull’economia della Sicilia. Nella definizione del prezioso dossier, aggiornato al maggio del 2010 e diffuso a giugno, sono stati coinvolti i principali enti, operatori economici, istituzioni creditizie, associazioni di categoria e importanti organismi della Regione. Tra le varie materie prese in esame dalla filiale regionale della Banca d’Italia non poteva mancare un settore strategico come quello dei trasporti, una realtà che più di altre riesce a definire e tastare il polso della congiuntura economica siciliana rapportata al livello nazionale ed internazionale.

“Anche nel 2009 - si legge nel dossier - il settore del trasporto via mare ha risentito della difficile fase congiunturale dell’economia. Il traffico merci nei porti siciliani è diminuito complessivamente del 4,1 per cento (-7,4 per cento nell’anno precedente); il calo ha riguardato in misura lievemente superiore i flussi in entrata rispetto a quelli delle merci imbarcate (rispettivamente -4,5 e -3,7 per cento”. In vetta al traffico resta incontrastato il petrolio, sebbene questa strategia stia lentamente corrodendo le risorse ambientali del mare siciliano, come più volte ribadito nelle inchieste di questo giornale.

“Oltre i due terzi del traffico portuale - recita una nota redatta dalla Banca d’Italia - ha riguardato il petrolio, diminuito del 5,8 per cento nelle quantità sbarcate e del 4,0 per cento per quelle imbarcate. La riduzione del traffico delle altre merci negli scali siciliani è stata nel complesso pari al 2,1 per cento (-3,6 per cento nel 2008), con un andamento peggiore per quelle in partenza (-3,1 per cento). Il traffico container nel porto di Palermo, dopo la crescita dei due anni precedenti, si è ridotto del 7,9 per cento, con una flessione più marcata per i flussi in uscita (-10,7 per cento)”.

Flessione anche sul fronte delle visite dei passeggeri che “nei porti della regione è calato per il terzo anno consecutivo (-3,7 per cento), con intensità simili per i flussi nelle due direzioni”. In cima alla lista dei porti in crisi troviamo Messina e Palermo. “Tra i porti principali - si precisa nel rapporto - quello di Messina, su cui si concentra quasi il 60 per cento del traffico passeggeri, ha registrato una riduzione consistente (-10,8 per cento); in quello di Palermo, che nei tre anni precedenti era risultato in crescita, i movimenti complessivi sono scesi del 7,8 per cento”. In controtendenza, invece, i risultati che provengono dai tre maggiori aeroporti siciliani che hanno ripreso il trend di crescita del 2008, interrotto nel 2009, facendo aumentare il numero di voli del 2,5%, con un parallelo incremento dei passeggeri del 3,2%.

Tuttavia le buone notizie riguardano solo il trasporto nazionale  cresciuto sia in termini di voli sia di clientela (rispettivamente 5,3% e 5,7%) mentre il numero di voli internazionali è calato del 9,2 per cento, con una riduzione del 6,3 per cento per i passeggeri.

Articolo pubblicato il 17 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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