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Quotidiano di Sicilia

Ospedali efficienti integrati al territorio
di Valerio Martorana

Forum con Nicola Baldari, direttore generale dell’Asp 4 di Enna

Tags: Nicola Baldari, Asp, Enna



Come ha trovato l’Asp 4?
“L’Azienda sanitaria provinciale n.4 di Enna è nata dall’unificazione dell’ex Asl 4 e dell’Azienda ospedaliera Umberto I di Enna, ufficialmente il 1 settembre del 2009. L’Azienda si è dotata di un atto aziendale che ne rappresenta l’ossatura. Le risorse umane vanno riviste e rivisitate; l’obiettivo è quello di integrare l’ospedale con il territorio cercando di dare forza a quest’ultimo attraverso la creazione di strutture complesse che prima non c’erano: riabilitativa, statistica sanitaria. Il vantaggio è che c’è un cambio di mentalità, gli ospedali si dovranno occupare solamente degli acuti, di quelle tipologie di interventi chirurgici di un certo tipo. Non ci si può recare sempre al pronto soccorso per qualsiasi cosa, le Utap (Unità territoriali di assistenza primaria) serviranno da filtro e ci aiuteranno ad evitare i ricoveri impropri. Attiveremo gli ambulatori, i poliambulatori e disporremo diverse risorse tecnologiche nel territorio. Occuparsi di una patologia cronica lo si può fare al di fuori dell’ospedale. Il paziente, come dicevo prima, potrà rivolgersi al Pta (Punto territoriale di assistenza) ed alle Utap dove avvierà un percorso diagnostico-terapeutico. Il pronto soccorso, in definitiva, non è fatto per il codice bianco”.

Quanti posti letto sono stati assegnati alla provincia di Enna?
“Sono 633 posti letti comprensivi della riabilitazione e della lungodegenza, suddivisi nei due distretti: Enna 1, che comprende la città di Enna e Piazza Armerina; Enna 2, che comprende le città di Nicosia e Leonforte. Possiamo dire che nessun stabilimento ospedaliero verrà riconvertito; eventualmente alcuni saranno oggetto, in futuro, di rivisitazioni dopo aver verificato alcuni parametri. I 633 posti letto in atto non sono tutti attivati. C’è un indice di occupazione pari a 160 abitanti su 1.000 ed un indice di ospedalizzazione molto alto: 250 per mille abitanti rispetto ad una media regionale di 190. Cercheremo di modulare le unità complesse”.

L’emigrazione sanitaria è presente, in che termini incide sul bilancio dell’azienda?
“è un problema; una mobilità passiva che è pesante, circa 50 milioni di euro nel 2009 per una popolazione di 173 mila abitanti. C’è una mobilità fisiologica che è rappresentata dalla mancanza di strutture per erogare determinate prestazioni: neurochirurgia, emodinamica. Posso assicurare la popolazione ennese che avremo la Medicina Nucleare ed attiveremo una Unità operativa per le malattie dell’apparato respiratorio. Questi servizi non c’erano e ci lasciano ben sperare.
Ovviamente il cittadino-utente, se non trova lo specialista nel territorio, emigra, si rivolge ad un’altra provincia e vi rimane. Abbiamo delle forti influenze da due ospedali di rilievo che confinano con il territorio ennese: il Cannizzaro ed il Garibaldi di Catania. Doteremo il territorio di due mammografi digitali di ultima generazione ed abbatteremo le liste di attesa. Possiamo già ben dire che oggi, in provincia di Enna, in tempo reale possono effettuarsi tali controlli. Attraverso questi provvedimenti concreti stiamo cercando di cambiare l’immagine della sanità nel territorio. E’ importante lanciare messaggi positivi, in questo modo possiamo recuperare tanto ed avere una migliore attrazione con le risorse umane, tecnologiche ed economiche”.

Risorse umane. Come giudica il personale che ha?
“Sono soddisfatto delle professionalità che ho, devono essere ben motivati. Ho dei segnali positivi. Chi lavora in ospedale deve recarsi anche negli ambulatori che sono presenti sul territorio; questo significa maggiore attrazione verso gli ospedali in cui si opera affinché l’utente abbia fiducia nel medico e lo segua. Abbiamo diverse professionalità disponibili a costo zero per l’azienda”.

Risorse tecnologiche, quali?
“Due mammografi, come dicevo prima, sono stati già messi a disposizione del territorio; per la Medicina Nucleare stiamo ultimando le opere nel reparto che sarà operativo dal 2011, con l’acquisto di due nuove tac e di due risonanze magnetiche (la provincia di Enna non li possiede). Le tac arriveranno entro l’anno e saranno dislocate ad Enna e Leonforte mentre la risonanza ad Enna e Nicosia. Sono stati effettuati investimenti complessivi per circa 4 milioni di euro”.
 

 
Assicurare ai pazienti e ai familiari un adeguato comfort ospedaliero
 
Come giudica la qualità dell’offerta?
“Trovare un adeguato comfort ospedaliero risulta essere un valido motivo di attrazione verso l’utenza. E’ un punto importante che seguirò; ho la fortuna di gestire un’azienda dove c’è un ospedale in costruzione all’avanguardia e spero di aprirlo entro l’anno e di potervi realizzare una foresteria, anche perché vi sono grossi problemi di viabilità all’interno della provincia di Enna. Cercheremo di rendere umano lo stare in ospedale con dei comfort necessari per i familiari dei pazienti. L’accoglienza è un punto importante ed è motivo, ribadisco, di attrazione. Il medico deve stare vicino al paziente che viene da lontano per non compromettere la sua capacità di valutazione. Abbiamo 2250 dipendenti e stiamo rivedendo la pianta organica, ci sono dei margini per ampliarla”.

L’informatizzazione dell’ente a che punto è?
“È tutto duplicato, dobbiamo fare in modo di allineare le scadenze per poter unificare tutto il sistema”.

Cosa vuole aggiungere?
“La sanità ennese è un cantiere aperto, creeremo un hospice ed assicureremo l’assistenza domiciliare per tutta la provincia. Bisogna pianificare tutto, capire quello che si ha e convincere i propri collaboratori su questa scommessa. Dobbiamo capire che ciò che è pubblico va gestito come se fossimo a casa nostra. I controlli, ovviamente, sono importanti e per tutti”.

Articolo pubblicato il 22 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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