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Quotidiano di Sicilia

Deputati regionali, evasori autorizzati
di Raffaella Pessina

Privilegi. I costi della politica ai tempi della crisi.
4 mila euro. Ogni mese su 26 mila euro lorde percepite in media dal deputato regionale, non vengono pagate almeno 4 mila euro di tasse, perché la cifra percepita come diaria e rimborsi è tax free.
Contributo “portaborse”. Il contributo “portaborse” è erogato dall’Assemblea al gruppo parlamentare che lo divide ai singoli parlamentari, in totale 5,5 mln l’anno esentasse.

Tags: Francesco Cascio, Ars, Deputati, Privilegi



PALERMO - Un’evasione autorizzata dalla legge, quella prevista dal Testo unico delle imposte sui redditi, che si applica alle cariche elettive e quindi ai deputati regionali, per le somme che ricevono per coprire le spese di soggiorno a Palermo (diaria), i rimborsi forfettario su attività connesse al mandato, le spese di viaggio e le spese telefoniche, oltre al contributo “portaborse”.
Dei 28 milioni di euro destinati ogni anno al trattamento economico dei parlamentari Ars, 4,4 milioni consistono nella diaria e 5,5 milioni nel c.d. contributo “portaborse”. 10 milioni di euro in tutto, sui quali gli eletti al parlamento ogni anno non pagano tasse. Al mese sarebbero circa 4 mila euro in tasca.
 
Dieci milioni esentasse nelle tasche dei 90 deputati dell’Assemblea regionale siciliana. Sì perché il trattamento economico dei deputati dell’Ars si compone di più voci, ma non tutto quello che viene percepito dai deputati viene tassato.
Per maggiore chiarezza abbiamo chiesto al presidente dell’Ars Francesco Cascio alcune spiegazioni in riferimento al prospetto visibile sul sito dell’Ars alla pagina “deputati e legislature”.

Nel prospetto si spiega che “la principale voce delle competenze spettanti al parlamentare è l’indennità, quella che nel linguaggio comune viene definita “stipendio”. Seguono la diaria e i rimborsi cioè le spese inerenti lo svolgimento del mandato parlamentare, le spese accessorie di viaggio e le spese telefoniche. Completano la scheda le voci riguardanti il trattamento di fine mandato, le prestazioni previdenziali, i trasporti nonché le ritenute che vengono operate per le suddette prestazioni.
 
L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile spettante dal 2007 e destinato a rimanere invariato fino al 2012, è pari a 5.210,82 euro al netto della ritenuta fiscale, nonché delle quote contributive per l’assegno vitalizio. Nel caso in cui il deputato non versi la quota aggiuntiva di contributi per la reversibilità dell’assegno vitalizio, l’importo netto dell’indennità sale a 5.462,45 euro.

La diaria (4.003,11 euro mensili) viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Palermo, sulla base della stessa legge regionale n. 44 del 30 dicembre 1965. Tale somma viene ridotta di 129,11 euro per ogni giorno in cui il Deputato non partecipi alle attività parlamentari. Nel bilancio interno dell’Ars per questa voce in totale per il 2010 sono stanziati 4,4 milioni di euro. “La diaria – spiegano gli uffici della Presidenza -  per effetto di una previsione della Legge Tributaria Nazionale, essendo assimilata ad un contributo per le spese di soggiorno, è esente dal  pagamento di imposte.

Per le spese sostenute per le attività e i compiti connessi con lo svolgimento del mandato parlamentare non viene erogato alcun rimborso al singolo Deputato poiché è previsto che il contributo mensile di 4.678,36 euro venga assegnato direttamente al Gruppo parlamentare di appartenenza. Anche il cosiddetto contributo “portaborse” non è tassato. Nel bilancio interno 2010 dell’Ars si tratta della voce “Contributo per l’attività di supporto ai deputati” dal capitolo dedicato alle spese per i gruppi parlamentari, del totale di 5,5 milioni di euro. In sostanza, come ci spiega l’Ufficio di Presidenza dell’Ars, “il rapporto in questo caso è fra gruppo parlamentare e deputati; nel senso che l’Ars da il contributo al gruppo in base a una sua richiesta (richiesta presentata per il gruppo dal capogruppo) e in virtù dei componenti numerici del gruppo stesso. L’Ars, attraverso il servizio Ragioneria, verifica solo che la somma chiesta dal gruppo, in sostanza, non superi il plafond previsto”. “E’ quindi  il Gruppo parlamentare - spiegano ancora gli uffici della Presidenza - che, una volta ricevuta la somma nel suo totale, poi a sua volta eroga il contributo ai deputati sulla scorta dei documenti, ovvero della documentazione giustificativa a titolo di rimborso spese che i  deputati stessi presentano esclusivamente al proprio gruppo. Tutto ciò in virtù di un decreto del presidente dell’Ars che disciplina l’intera materia (ultimo Decreto di riferimento è il n. 231 del 2002)”.

Ma c’è dell’altro: per gli spostamenti i deputati usufruiscono del Telepass gratuito, o meglio a carico dell’amministrazione dell’Ars.  Nel caso in cui il deputato rinunci alla gratuità dei trasporti siano essi marittimi, ferroviari ed aerei, lo stesso ha diritto ad un rimborso spese, il cui ammontare annuo varia da 15.979,00 euro a 6.646,00  a seconda di dove risiede ciascun deputato. E ancora viene corrisposta una cifra di 4.250,00 euro per spese telefoniche e di internet.

In pratica tra indennità, diaria e rimborsi vari i  nostri parlamentari percepiscono in media ben 26 mila euro lordi ogni mese. Quest’anno nel bilancio di previsione del 2010 per pagare i deputati è stata stanziata la cifra di 27 milioni e 500 mila euro, di questi 10 milioni esentasse.

Articolo pubblicato il 23 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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    (23 giugno 2010)
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    (23 giugno 2010)


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