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Tutti i rimborsi spese non sono soggetti a Irpef per le cariche elettive di Regioni, Province e Comuni
di Michela Forastieri

Il trattamento fiscale degli “stipendi” dei parlamentari e delle altre cariche elettive nazionali e locali è disciplinato dal Testo unico delle imposte sui redditi. Lo stesso sistema dualistico del compenso che si applica a deputati nazionali ed europei e ai giudici costituzionali

Tags: Ars, Privilegi, Deputati



La Costituzione della Repubblica Italiana, all’art.69, stabilisce che “I membri del parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge”.
La norma che, in base a quanto previsto dalla Costituzione, stabilisce detta indennità, è la n. 1261 del 31 ottobre 1965, disposizione la quale, all’art. 1, prevede che detta indennità, ossia il compenso dei parlamentari,  deve essere fissata in misura non superiore a quella spettante ai magistrati con funzioni di presidente di Corte di Cassazione ed equiparate.
Si tratta, quindi, di un vero e proprio “stipendio” che, contrariamente a quanto previsto all’origine (lo Statuto Albertino del 1948 prevedeva la gratuità dei mandato parlamentare), venuta meno la natura onorifica dell’incarico, ha assunto carattere meramente retributivo.

Ma le competenze spettanti ai parlamentari non sono costituite solo dall’indennità. C’è infatti  un’altra voce, chiamata “diaria”, la quale, in base a quanto previsto dall’art.2 della citata legge 1261, serve a coprire le spese di soggiorno a Roma. Va aggiunto pure il rimborso forfettario delle spese sostenute per le attività e i compiti connessi con lo svolgimento del mandato parlamentare, nonché il rimborsi forfettari delle spese di trasporto e di viaggio e quelli delle spese telefoniche.
In base all’art.50 del Tuir, 22/12/1986 n.917,  primo comma, lettera g), sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente, e quindi assoggettati interamente ad Irpef, le indennità previste dall’art.1 della legge 1261/65 (le indennità ai parlamentari nazionali), dall’art.1 della legge 13/8/1979 n.384 (le indennità ai parlamentari europei), nonché le indennità, comunque denominate, dovute per le cariche elettive e per le funzioni previste dagli articoli 114 e 135 della Costituzione (rispettivamente cariche elettive delle Regioni, Provincie e Comuni ed i  Giudici della Corte Costituzionale).

C’è un’altra disposizione della stesso Tuir, però, l’art.52,  primo comma, lettera b), che stabilisce che ai fini della determinazione delle indennità previste dalla lettera g) dell’art. 50, non concorrono a formare il reddito “le somme erogate ai titolari di cariche elettive pubbliche, nonché a coloro che esercitano le funzioni di cui agli articoli 114 e 135 della Costituzione, a titolo di rimborso di spese, purchè l’erogazione di tali somme e i relativi criteri siano disposti dagli organi competenti a determinare i trattamenti dei soggetti stessi”.

Secondo questa disposizione, pertanto, tutte le somme corrisposte a titolo di “rimborso spese”, anche forfettario, non costituiscono reddito imponibile Irpef per i parlamentari nazionali ed europei, per le cariche elettive delle regioni provincie e comuni, nonché per i Giudici costituzionali, se  il loro pagamento e i relativi criteri sono disposti dagli organi competenti a determinare i trattamenti dei soggetti stessi.

Conseguentemente, per i soggetti incaricati di particolari funzioni elettive, tutti i rimborsi spese sono escluse dal reddito imponibile, alla sola condizione che la loro erogazione sia stata prevista dallo stesso Organo da cui questi soggetti fanno parte.
Non è soggetta ad Irpef, quindi, la diaria parlamentare. Così come non sono soggetti ad Irpef tutti gli altri rimborsi spese, anche quelli fatti ai deputati regionali ed ai consiglieri provinciali e comunali.

In materia di rimborsi agli amministratori locali, l’esclusione è confermata da una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, la n. 224 del 13/8/2009, con la quale, la Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, pronunciandosi su un interpello presentato a norma dell’art.11 dello Statuto dei Diritti del Contribuente (la legge 212/2000), ha riconosciuto che i rimborsi spese forfettari effettuati agli amministratori di un comune ai sensi dell’art. 84 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, configurano rimborsi spese erogati a titolari di cariche elettive pubbliche, nonchè a coloro che esercitano funzioni di cui agli articoli 114 e 135 della Costituzione e, come tali, non concorrono alla determinazione del reddito ai sensi dell’art.52, comma 1, lettera b), del Tuir.

Per i Deputati Regionali la questione è ugualmente pacifica. Con l’art.1 della legge regionale 30/12/1965 n.44, infatti, è stato stabilito che “L’indennità spettante ai membri dell’Assemblea regionale siciliana e la diaria a titolo di rimborso spese di soggiorno a Palermo sono stabilite dal Consiglio di Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana nella misura pari a quella fissata dalla legge 31 ottobre 1965 n. 1261”, con un aggancio, quindi, ai compensi previsti per i deputati nazionali che lascia immutato sia il sistema dualistico del compenso (indennità e diaria), sia il relativo trattamento fiscale.

Articolo pubblicato il 23 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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