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Aumento di mutui ipotecari e di prestiti personali
di Gaetano Cusimano

Gli effetti della crisi economica a partire dalla seconda metà del 2008. Contrazione del 5%, invece, per i prestiti finalizzati



PALERMO - Per quanto riguarda la composizione dell’indebitamento delle province siciliane, mentre si registra la netta prevalenza dei mutui ipotecari, seguiti a distanza dai mutui personali e da quelli finalizzati, come nelle province italiane, va segnalato il differenziale positivo di soli due punti a favore di Catania nei mutui ipotecari compensati da differenziali negativi di un solo punto nelle due forme di prestiti finalizzati e personali.    
Il quadro informativo disponibile sull’indebitamento degli abitanti delle province italiane consente di conoscere per ciascuna di esse qual è stata la variazione verificatasi nel periodo 2008-2007.
Disponibile solo per ciascuna tipologia di indebitamento, si rileva immediatamente nella media Italia un aumento del 2,9 per cento nei mutui ipotecati e del 3 per cento nei prestiti personali ed una contrazione del 5 per cento nei prestiti finalizzati.
Su 106 province, 34 hanno registrato una contrazione nei mutui ipotecari e 72 un aumento compreso fra lo 0,1 per cento ad Imperia ed il 15,8 per cento ad Agrigento.
Per i prestiti finalizzati solo 4 province hanno registrato un aumento, di cui tre di entità minore dell’1 per cento e Caltanissetta col 3,6 per cento, in parte attribuibile alla crisi economica che ha colpito l’economia italiana a partire dalla seconda metà del 2008.  Per i prestiti personali, infine, 81 province hanno registrato un aumento di entità compresa fra lo 0,1 per cento a Venezia e il 13,7 per cento a Lucca.
In Sicilia, tutte le province presentano un aumento nei mutui ipotecari, compreso fra il 15,8 per cento ad Agrigento e il 5,7 per cento ad Enna, e nei mutui personali, compreso fra l’1,9 per cento ad Enna e l’8,4 per cento a Catania.
Per i prestiti finalizzati solo la provincia di Caltanissetta registra un aumento pari al 3,6 per cento, mentre le altre registrano una flessione di entità compresa fra il 2,2 per cento ad Agrigento ed il 7 per cento a Catania, in linea con quanto verificatosi nell’intero territorio nazionale.
L’attesa correlazione di segno positivo fra le province più indebitate e reddito disponibile, evidenziata dalla localizzazione nelle regioni del Centro-Nord del maggior numero di province più indebitate, risulta statisticamente molto debole, ma questo risultato va per una parte significativa attribuito al grossolano impiego del prodotto interno lordo, il solo aggregato disponibile a scala provinciale, come proxy del reddito disponibile nel quale confluiscono i trasferimenti che presentano come è a tutti ben noto un peso maggiore nel Mezzogiorno.

Articolo pubblicato il 27 maggio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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