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Palermo - Per la Gesip il futuro è incerto al Comune dubbio da 60 milioni di euro
di Luca Insalaco

Le cifre dei sindacati: 332 manutenzioni e 2,5 mln di metri quadri di verde pubblico ripuliti nel 2009. La convenzione tra l’Ente e l’ex municipalizzata scadrà il prossimo 30 giugno

Tags: Palermo, Gesip



PALERMO – Gesip? Senza i suoi servizi la città sarebbe paralizzata. I sindacati non accettano che i lavoratori passino per scansafatiche e imboscati.
Se i fatti di cronaca degli ultimi mesi hanno portato alla luce casi di assenteismo anche clamorosi (è il caso dello skipper della barca del sindaco, ma anche dell’operaio pescato a vendere pane e panelle durante l’orario di lavoro), i rappresentanti dei lavoratori snocciolano i dati dell’attività svolta dalla società partecipata, attualmente in liquidazione. Nel 2009, gli operai hanno effettuato 332 interventi di manutenzione, hanno ripulito 2 milioni e 400 mila metri quadri di verde pubblico ed effettuato quasi duemila tumulazioni.

Lo spettro di attività della partecipata del Comune è alquanto ampio e va dalle manutenzioni alla cura del verde, dai servizi cimiteriali a quelli di pulizia e custodia, dalla gestione del canile municipale al settore amministrazione. Servizi, questi, che le difficoltà economiche e politiche di Palazzo delle Aquile ora mettono a rischio.
La convenzione con l’ente controllante, infatti, scadrà il prossimo 30 giugno e l’amministrazione comunale non ha ancora provveduto a spazzare via le nubi che incombono sul futuro della partecipata. Non c’è nulla di nuovo sul fronte dell’internazionalizzazione dei servizi, con il ricollocamento dei lavoratori nella pianta organica del Comune, né sono state reperite le risorse per dare un seguito all’attività della società. Da qui l’ira dei sindacati, che hanno proclamato lo stato di agitazione e minacciano forme di mobilitazione di massa se la situazione non dovesse sbloccarsi.

“L’internalizzazione dei lavoratori rimane una strada da percorrere ma, visti i tempi e le incertezze di tale percorso, riteniamo che sia necessario interrompere l’iter avviato della liquidazione, adeguando il contratto di servizio e ricapitalizzando” chiede la Uiltucs. L’ammontare, iva esclusa, della convenzione con il Comune – ha ricordato il sindacato – è sempre stato di 49 milioni di euro, a fronte di costi affrontati dall’azienda pari a 56,6 milioni di euro nel 2009 e a 59,4 mln di euro nel 2010. I sindacati chiedono quindi di essere urgentemente convocati, al fine di ricevere ragguagli sulle decisioni dell’amministrazione e rassicurazioni sulla salvaguardia dei posti di lavoro. La società conta 1.884 lavoratori: ai 1.780 lavoratori di Gesip Spa si aggiungono infatti i 104 di Gesip Servizi, la società satellite costituita nel 2006.
 

 
“Funzione sociale”. In organico ex detenuti, Lsu e operai in mobilità
 
PALERMO – Costituita nel 2001 per dare sostegno e occupazione ai soggetti svantaggiati, Gesip ha incluso nella sua pianta organica ex detenuti, ex alcolisti, lavoratori messi in mobilità da aziende private nonché lavoratori appartenenti al bacino del precariato. Accanto all’obiettivo industriale, quindi, la società ha svolto una funzione di ammortizzatore sociale, permettendo il reinserimento lavorativo di tutta una serie di soggetti appartenenti alle fasce deboli della popolazione. È a partire dal 2005 – accusa la Uiltucs - con l’inserimento di 350 nuovi Lsu, ai quali se ne aggiungono altri 105 nel 2006, che si determina una condizione di squilibrio nei conti della Gesip. Fatta eccezione per un unico contributo erogato nella fase di start-up, il Comune di Palermo non ha mai pagato il costo dei due nuovi inserimenti; è così l’ex municipalizzata Gesip che deve farsi carico della retribuzione mensile dei 1884 lavoratori in luogo dei precedenti 1434, per i quali è stata stipulata la convenzione con il Comune.

Articolo pubblicato il 24 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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