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NellÂ’arco di dodici anni una crescita smisurata
di Michele Giuliano

Dal 1997 al 2009 gli enti accreditati passati da 40 a 239. Anche i dipendenti sono aumentati da 5.600 a quasi 10.000

Tags: Formazione, Filippo Panarello



Strano il destino della formazione professionale siciliana: in poco più di un decennio è riuscita ad ingigantirsi sino a diventare una vera e propria macchina mangiasoldi.
La Regione ha previsto in bilancio uno stanziamento di 340 milioni di euro, di cui 190 di interventi a spese delle casse di Palazzo d’Orleans e la restante parte per interventi comunitari, statali e connessi cofinanziamenti.

Dal 1997 all’anno scorso, come accertato dal dipartimento della Formazione, i soli enti accreditati per il Prof sono passati da appena 40 a ben 239 con un +600 per cento. Ovviamente di pari passo sono aumentati a dismisura anche i dipendenti passati da 5 mila e 600 a ben 9 mila e 450. Numeri che hanno contribuito a ingolfare il settore: “Oggi sicuramente – dicono in coro il segretario e il responsabile regionale della Formazione della Cisl, rispettivamente Maurizio Bernava e Franco Lo Greco – serve qualità, stabilità, un uso etico e socialmente corretto delle risorse nel segno della lotta agli sprechi, e lo stop all’allargamento scriteriato della platea degli enti”.

Neanche dall’assemblea regionale siciliana vengono risparmiate critiche all’attuale sistema che governa la formazione: “Non è più rinviabile – sottolinea il deputato regionale Filippo Panarello - una profonda riforma della formazione professionale in Sicilia, che la renda snella, meno costosa e maggiormente legata alle reali esigenze del mercato del lavoro. Un’esigenza che viene contrastata nei fatti dall’assessore regionale al Lavoro nella gestione dei finanziamenti per gli sportelli multifunzionali. Il ritiro della graduatoria, che più volte abbiamo chiesto, sarebbe un segnale importante per rassicurare i lavoratori interessati e l’intero settore”.

Articolo pubblicato il 24 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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