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In Sicilia i saldi estivi anticipati al 3 luglio. Venturi ha firmato ieri il decreto assessoriale
La decisione adottata dopo le riunioni con le rappresentanze sindacali del commercio e le associazioni datoriali. “Vogliamo anche scoraggiare il malcostume delle svendite sotto banco prima dell’inizio formale”

Tags: Marco Venturi, Saldi



PALERMO - L’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, ha disposto l’anticipo della data di avvio dei saldi estivi al 3 luglio. “La decisione è stata adottata oggi (ieri, ndr) - spiega Venturi - in seguito a diverse riunioni avute nei giorni con le rappresentanze sindacali del commercio e con le associazioni datoriali”.

L’istanza di anticipo era stata formulata nelle settimane scorse anche da Confesercenti. In origine, i saldi dovevano partire a metà luglio. “Ho deciso l’anticipo - conclude Venturi - sentite le associazioni di categoria anche per scoraggiare il malcostume, adottato da alcuni, delle svendite sotto banco prima dell’inizio formale degli sconti”.
Ma anche, stando ai rappresentanti di categoria, per favorire la vendita di scarpe, abbigliamento e accessori in un momento di transizione come luglio, quando i clienti attendono l’inizio ufficiale degli sconti o, appunto, la vendita sottobanco di esercenti compiacenti. Il decreto assessoriale è stato firmato ieri pomeriggio.

Nel corso della riunione, solo la Cidec ha espresso il proprio parere negativo sull’anticipo della data di inizio dei saldi.
L’annuncio avviene nelle stesse ore in cui Confesercenti sottolinea, a commento degli ultimi dati Istat, che “le vendite al dettaglio in aprile dimostrano che la crisi è ancora vissuta con affanno dagli italiani. A questo punto appare evaporata la ‘ripresina’ delle vendite registrata a marzo”.

“L’ultima spiaggia dei risparmi - aggiunge - è quella degli alimentari: se anche essa viene erosa come e’ avvenuto ad aprile è davvero un brutto segnale. Ma questo dato che coinvolge anche la grande distribuzione non può sorprendere visto il quasi monopolio da essa detenuto proprio sugli alimentari che ha provocato l’estromissione dei piccoli negozi e la conseguente desertificazione dei centri urbani. Le scelte di questi anni, insomma, presentano il conto. Servono allora non solo interventi efficaci a sostegno della domanda interna, la vera cenerentola della politica economica di questo periodo, ma anche una serie di misure a sostegno delle Pmi, fiscali e di semplificazione burocratica, senza aspettare le grandi riforme. Ma diventa sempre più evidente anche la necessità di usare la leva fiscale a favore delle famiglie alle prese, come evidenziano i dati Istat, anche con una sempre più crescente disoccupazione. Purtroppo - conclude Confesercenti - la minaccia incombente di un ricorso ad una maggiore tassazione da parte degli Enti locali, a seguito dei tagli contenuti nella manovra, inciderà negativamente”.

Articolo pubblicato il 25 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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