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Caro affitti, l’Università di Palermo viene incontro agli studenti
di Elisa Latella

Bando rivolto ai proprietari di case e hotel, per dare ai fuori sede una sistemazione al giusto prezzo. Una stanza singola in locazione può costare dai 160 ad oltre 200 euro in Sicilia

Tags: Affitto, Studenti Universitari, Roberto Lagalla



PALERMO - A Palermo una stanza singola in affitto per una studentessa costa 190 euro, salvo trovare offerte speciali. A Catania una doppia tra i 250 e i 300 euro ed una singola 180 di media. I prezzi scendono - di poco - in altre province: per esempio a Siracusa 160 euro bastano per una singola. Solo che a Siracusa non c’è l’Università. Sono i tre poli principali (Messina, Palermo e Catania) quelli in cui i prezzi salgono. Duecento euro per una stanza per uno studente fuori sede forse non sono troppi (se confrontati con le spese che deve affrontare un ragazzo del Sud per studiare in una città del Nord) ma per un bilancio familiare, con i tempi che corrono, non sono neanche pochi. E poi non sempre c’è il contratto che tutela.  Per dare qualche garanzia in più agli studenti, l’Ateneo di Palermo ha emanato un bando, che scade il 30 giugno, rivolto a proprietari di case ma anche di hotel e residence per offrire ai fuori sede una sistemazione di qualità, regolata da un contratto e a un prezzo equo.

”Un’iniziativa” si legge nella nota stampa “che d’altro canto offre ai proprietari di strutture alberghiere e di appartamenti sfitti una sorta di “bollino blu” e la possibilità di entrare in un circuito cui attingono oltre ventimila ragazzi: l’apertura agli studenti potrebbe consentire il tutto esaurito anche in periodi di bassa stagione. Un’opportunità sia per la domanda che per l’offerta, insomma”.

“Cerchiamo così di venire incontro - dice il rettore Roberto Lagalla - a un’esigenza fortemente avvertita in un’Università come la nostra, alla quale fa riferimento buona parte della Sicilia occidentale. Le residenze gestite dall’Ersu, per quanto siano state notevolmente incrementate, non riescono ad accogliere tutti. Contiamo così di scoraggiare il fenomeno degli affitti in nero di case che a volte non hanno neanche i requisiti di sicurezza”. Le offerte potranno essere inviate entro il 30 giugno all’indirizzo “Università degli Studi di Palermo - Settore Archivio e Protocollo, piazza Marina n. 61 – 90133, Palermo” e potranno anche essere consegnate a mano.  Per chiarimenti è possibile inviare un’e-mail a lazzarag@unipa.it o telefonare al numero 091/23825805.

Diversi i requisiti richiesti. “Gli alloggi dovranno essere ubicati in zone collegate alle strutture universitarie attraverso i mezzi di trasporto pubblico. Gli interessati (proprietari di alberghi, residence, ostelli, immobili autonomi in termini di gestione) dovranno indicare nell’offerta inviata all’Università il prezzo unitario mensile per ciascuno studente, la descrizione dell’unità immobiliare, il tipo di collegamenti con le strutture universitarie, i servizi garantiti  (collegamento a Internet, lavanderia, parcheggio, frequenza cambio biancheria, televisione, uso cucina), gli arredi dell’alloggio".
 
Ma c’è di più e di meglio: “La domanda dovrà inoltre essere corredata dalla dichiarazione sulla eventuale conformità della struttura alla vigente normativa antisismica e dalla perizia giurata di un professionista abilitato sulla conformità alle prescrizioni minime di sicurezza previste dalla legge. Gli studenti che rientrano nei benefici dell’Ersu potranno usufruirne alloggiando in queste residenze.” Infine i proponenti dovranno indicare la propria disponibilità a far visionare gli immobili da parte degli uffici dell’amministrazione universitaria nel periodo luglio-agosto.
 

 
Due forme di contratto per le locazioni di natura transitoria
 
PALERMO - Dal 1998 grazie alla legge 431 esistono due forme di contratto pensate per le locazioni di natura transitoria: il contratto per studenti fuori sede ( da sei mesi a tre anni) e quello “di natura transitoria” propriamente detto ( da uno a diciotto mesi) . Per legge sono nulli tutti i contratti che prevedano una durata inferiore a quella prevista; nullo è anche ogni patto (al di fuori del contratto stesso) con cui le parti si accordino per il pagamento di un canone d'affitto superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato. Nei comuni sede di università o di corsi universitari distaccati, nonché nei comuni limitrofi, gli accordi territoriali devono prevedere particolari contratti per soddisfare le esigenze degli studenti universitari fuori sede, pensati proprio per “l'inquilino universitario sia iscritto ad un corso di laurea in un comune diverso da quello di residenza”.  I canoni di locazione relativi sono definiti in accordi locali insieme a particolari clausole.  Si tratta di contratti, anche a canone calmierato, per i quali il proprietario ha diritto agli incentivi fiscali, sempre che si attenga ai testi dei contratti-tipo definiti nella trattativa territoriale.

Articolo pubblicato il 05 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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