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Il futuro del Mezzogiorno tutto da costruire
di Francesco Sanfilippo

Lo sviluppo del Sud tra federalismo, credito e incentivi: questo il tema della Convention organizzata da Confartigianato a Palermo. Scarsa qualità dei servizi pubblici e burocrazia, fardelli pesanti che minacciano la competitività delle Pmi

Tags: Economia, Confartigianato, Pmi, Raffaele Fitto, Giorgio Guerrini, Filippo Ribisi



PALERMO - La situazione economica nel Mezzogiorno d’Italia e della Sicilia, in particolare, è molto delicata, data la fragilità del tessuto economico che esiste nell’Isola. Le cause sono molteplici e strettamente collegate tra loro quali la bassa qualità dei servizi pubblici (istruzione, giustizia civile, sanità, gestione dei rifiuti, distribuzione idrica), la carenza di infrastrutture efficienti, l’eccesso di burocrazia, la forte presenza della criminalità organizzata, la forte percentuale di lavoro nero e non ultimo le difficoltà di accesso al credito bancario, concesso a tassi d’interesse più alti che nel Nord-Italia.

Tutti questi temi sono stati affrontati in occasione di convegno di rilevanza nazionale, tenutosi a Palermo giovedì 25 giugno e intitolato “Come costruire il futuro del nostro territorio”, che ha visto la partecipazione tra gli ospiti del ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, e il presidente nazionale dell’Associazione Confartigianato, Giorgio Guerrini. La crisi attuale non favorisce la crescita e lo sviluppo delle piccole e micro imprese che costituiscono l’asse portante delle Pmi isolane. La crisi che si attraversa, quindi, ha trovato un terreno favorevole in una Sicilia dove già da anni imperversa una crisi strutturale che quella mondiale non ha che amplificato.

Tuttavia, non poche imprese si sono riunite in una rete, battezzata “Rete Imprese Italia”, per difendersi meglio da questa crisi strutturale e per stimolare la classe dirigente alla realizzazione di strategie accurate per affrontarla adeguatamente.
A questo proposito, il vice-presidente di Confartigianato nazionale, Francesco Sgherza, ha presentato alcune proposte per intervenire a più livelli per far uscire il Sud-Italia e la Sicilia dalla crisi. Occorre intervenire sulla qualità della spesa, non soltanto sulla quantità, diminuendo quelle voci non necessarie che il federalismo fiscale necessariamente non consentirà più di mantenere, occorre rendere fruibili le risorse stanziate per gli investimenti e mirare a poche ma necessarie opere pubbliche in grado di portare sviluppo effettivo, è necessario attivare i contratti di programma e le zone franche urbane, due strumenti che sono rimasti inattivati.

Oltre a ciò, la qualità della Pubblica Amministrazione e dei servizi pubblici è scaduta notevolmente e ne sono prova i ritardi nei pagamenti da parte della Regione Sicilia alle imprese erogatrici di servizi, tempi esageratamente lunghi che spesso sono stati fatali a più imprese. Infine, occorre migliorare i rapporti finanziari tra banche e imprese, bisognose di credito, permettendo a queste ultime di potersi preparare meglio alle sfide che la globalizzazione impone. Il presidente della Confartigianato Sicilia, Filippo Ribisi, ha puntato la sua attenzione sul legame tra turismo, agricoltura e artigianato che può costituire un potente motore di sviluppo non ancora adeguatamente sfruttato. In particolare, esiste un’innovativa formula per attirare i turisti, il c.d. “Albergo Diffuso”, una politica, già applicata da alcune regioni, che mira al recupero di case e borghi attraverso la riqualificazione di tutti quegli immobili non utilizzati o abbandonati dai proprietari per offrirli come luoghi di soggiorno, permettendo così un rilancio delle tradizioni artigiane a rischio estinzione.
 


La piccola impresa artigiana al centro della rinascita
 
PALERMO - Diversi gli interventi autorevoli alla Convention. Giorgio Guerrini, presidente Confartigianato nazionale ha detto: “Crediamo che lo sviluppo del Mezzogiorno passi attraverso le imprese e la dimensione d’impresa più adatta è la piccola impresa artigiana. Vi è uno squilibrio tra impresa pubblica e quella privata, ma dobbiamo far sì che siano rimossi tutti gli ostacoli alla crescita che impediscono alle pmi di svilupparsi”.
Per Filippo Ribisi, presidente Confartigianato Sicilia, “In Sicilia non è ancora iniziata la ripresa come nel resto del Paese. Continua a esserci un saldo negativo, ma noi vogliamo essere ottimisti se, però, il Governo Regionale avvia un serio confronto con le imprese. Siamo fiduciosi in questo ma, se non si ambia rotta, non arriveremo mai ad essere preparati al federalismo fiscale”.

Anche Raffaele Fitto, Ministro per gli Affari Regionali, presente a Palermo. “Questa è una manovra straordinaria. - ha detto - Penso che ci sia un approccio sbagliato perché è quello della tradizionale verifica di una manovra, mentre qui siamo di fronte ad una che s’inserisce in un contesto diverso e straordinario. Vorrei ricordare che sulle Regioni, la manovra incide sulla parte che esclude la spesa sanitaria. Pochi mesi fa, il Governo ha sottoscritto un nuovo accordo con le Regioni e ha dato una disponibilità di quattro miliardi in più e i 106 miliardi che costituiscono il fondo sanitario nazionale non sono toccati in alcun modo”.

Articolo pubblicato il 26 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Da sinistra presidente nazionale Confartigianato, Giorgio Guerrini e il presidente  Sicilia Confartigianato, Filippo Ribisi (fs)
Da sinistra presidente nazionale Confartigianato, Giorgio Guerrini e il presidente Sicilia Confartigianato, Filippo Ribisi (fs)


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