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Catania - Da lunedì la discussione sul Prg, la si attendeva dal lontano ‘69
di Melania Tanteri

Dalla prossima settimana partirà il percorso per delineare la direzione in cui si svilupperà il capoluogo. Enunciati dall’amministrazione i principi generali su cui si è deciso di operare

Tags: Catania, Raffaele Stancanelli, Prg



CATANIA - Dopo anni di richieste da parte dei consiglieri comunali, seguiti a silenzi dell’amministrazione, la discussione sul nuovo Piano regolatore generale, approda finalmente al Consiglio Comunale. Il sindaco Stancanelli e il vicesindaco e assessore all’Urbanistica, Luigi Arcidiacono, hanno infatti portato all’attenzione del senato cittadino le idee e le linee guida che dovrebbero caratterizzare la nuova pianificazione urbanistica della città, ancora regolata dal Prg Piccinato del 1969. Tra gli aspetti imprescindibili da cui partire per la pianificazione, la rivalutazione delle periferie, il rapporto con la mobilità, gli spazi verdi, la mitigazione del rischio, il recupero degli immobili, la funzionalità delle nuove costruzioni.

“Dal gennaio 2009 – ha spiegato il sindaco Stancanelli – l’amministrazione ha fatto notevoli passi in avanti, attraverso la convenzione con il dipartimento di Urbanistica dell’Università di Catania e la ricostituzione dell’Ufficio del Piano regolatore. Da allora ad oggi abbiamo avviato un percorso che ci ha messo in condizione di capire la direzione verso la quale volevamo andare. Questo è solo l’inizio di un percorso istituzionale alla fine del quale, attraverso il confronto con il Consiglio comunale,  si arriverà a dotare la città di uno strumento che manca da quarant’anni”.

La necessità di aree per decongestionare il traffico, il riutilizzo di quelle lasciate libere dai grandi ospedali, la delocalizzazione dello stadio, i punti illustrati dall’assessore Arcidiacono, che ha anche accennato ai “Progetti di finanza”, (le operazioni finanziarie con le quali le pubbliche amministrazioni realizzano opere pubbliche il cui onere finanziario è parzialmente o totalmente a carico del privato che dall’opera stessa trae vantaggio),  giacenti negli uffici comunali relativi al recupero delle aree attualmente occupate dallo stadio (quello nuovo dovrebbe essere realizzato a Librino), dal carcere di piazza Lanza e della caserma Sommaruga, nonché di quello al Lungomare di Catania che, ha detto, sarebbe già in fase avanzata. Il tutto, però, garantendo aree a verde per almeno un terzo di quella assegnata.

Aspetto fondamentale, illustrato dall’architetto Gabriella Sardella, dirigente dell’Urbanistica, e dall’architetto Rosanna Pelleriti, responsabile dell’Ufficio Piano regolatore, la mitigazione del vincolo aeronautico, che riguarderebbe una porzione vastissima della città, il Piano di utilizzo del demanio marittimo e il dialogo con l’autorità portuale e il rapporto armonico del Prg con quello Portuale, già respinto dal Consiglio comunale per l’eccessiva cementificazione (si arriverebbe a 1 milione e mezzo di metri cubi di costruito, con altezza degli edifici fino a 20 metri. Un progetto da pianificare d’intesa con il Comune, per le ricadute sulla città.
Nessun accenno, però, è stato fatto dall’amministazione relativamente alla quantità di cemento che ricadrà sull’area urbana di Catania, anche se uno dei punti forti dell’idea della città dell’amministrazione Stancanelli, sarebbe proprio quella del recupero della qualità architettonica degli edifici esistenti di pregio.

Lunedì, intanto, sarà la discussione in Consiglio Comunale a fare emergere tendenze e a dare il via ad un percorso teso a delineare la direzione specifica in cui si svilupperà Catania dal punto di vista urbanistico. Al momento, infatti, sono stati enunciati solo principi generali, a volte anche generici, insufficienti a far comprendere quale sarà il volto che la città assumerà.

Articolo pubblicato il 26 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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