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Al cda di nove componenti più di 160 mila euro annui
di Carmelo Lazzaro Danzuso

Oltre al compenso mensile, è corrisposto anche un gettone di presenza. Le riunioni si svolgono, in media, una volta a settimana

Tags: Ages, Enti Locali, Sprechi



PALERMO – Da approfondire, come già accennato in precedenza, anche la questione relativa al consiglio di amministrazione dell’Ages Sicilia, composto – così come tutti gli altri organismi simili della sezioni regionali dell’Agenzia – da un presidente, un vice presidente e sette consiglieri.

Presidente siciliano è Pietro Puccio – che ricopre questa carica dal dicembre del 2007 – mentre come consiglieri figurano personalità di spicco come il presidente della Provincia di Ragusa (designato Upi) Franco Antoci, il sindaco di Palermo (designato Anci) Diego Cammarata e il sindaco di Alcamo (altro designato Anci) Giacomo Scala.
Il cda si riunisce, in media, una volta alla settimana e ogni suo componente percepisce un compenso mensile lordo pari a 1.260 euro, nonché un gettone di presenza, per ogni seduta alla quale partecipa, dell’importo unitario di 92,96 euro.
“I predetti compensi – specifica una nota inviata dalla sede centrale di Roma - sono stati fissati con delibera del cda nazionale n. 257 del 16 dicembre 2003”.

A questo punto, ci sembra giusto fare un po’ di calcoli: 1.260 euro moltiplicati per dodici mesi e per nove componenti fanno 136.080 euro l’anno. Si aggiungano anche i gettoni di presenza (92 euro moltiplicati, in media, per tre incontri al mese per dodici mesi e ulteriormente moltiplicati i per nove consiglieri di amministrazione) che possono approssimativamente arrivare a circa 29 mila euro. Totale, 165.080.

Sui compiti del cda dell’Ages ci ha chiarito le idee lo stesso presidente Puccio.
“La cosa più complicata da gestire – ha detto – sono le sostituzioni. Abbiamo un centinaio di sedi vacanti, e visto che non ci sono segretari a sufficienza siamo costretti a lavorare duramente per garantirne la presenza quando ce n’è la necessità. Un esempio per tutti è Pantelleria, tuttora senza segretario, dove abbiamo dovuto coprire questo vuoto per garantire il regolare svolgimento delle elezioni”.

Infine, riprendendo un articolo de Il Giornale pubblicato lo scorso 4 giugno, chiediamo a Puccio cosa ne pensi della proposta del presidente nazionale dell’Ages, Fabio Melilli, che ha ipotizzato una riorganizzazione della struttura nazionale con due grandi sedi al Nord, una al Centro e una al Sud: “Un’idea del genere sarebbe difficile da attuare, perché sarebbe molto complicato gestire i 4 mila Comuni del Sud con un’unica struttura. Lo dico anche in base all’interlocuzione quotidiana che abbiamo con i sindaci”.

Articolo pubblicato il 26 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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