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Regione: 99 consulenze nel 2010 per una spesa fino a 2,5 milioni di euro
di Massimo Mobilia

Sprechi. La spesa degli apparati pesa sul bilancio.
Un dirigente ogni 8 dipendenti. Alla Regione siciliana un dirigente ogni otto dipendenti contro uno ogni 15 dipendenti alla Regione Lombardia.
In Lombardia. Alla Regione Lombardia 19 consulenze nel 2010 per un mln € di spesa, eppure hanno solo 207 dirigenti, uno ogni 16 dipendenti

Tags: Regione Siciliana, Sprechi



PALERMO – “Troppi sprechi nelle amministrazioni regionali”. Così ha tuonato la Corte dei Conti nel giudizio di parificazione del bilancio 2009 dello Stato, espresso in questi giorni.
In questa pagina pubblichiamo l’elenco degli incarichi di consulenza conferiti dalla Regione Siciliana, come risultano dal sito internet istituzionale dove, grazie alla riforma del ministro Brunetta sulla “trasparenza delle pubbliche amministrazioni” (legge 69/2009) è possibile trovare gli elenchi degli incarichi. È risultato un totale di ben 99 consulenze che interessano il 2010, tra quelle in corso e quelle concluse, che costano alla Regione oltre 2 milioni di euro. Dalla somma dei compensi lordi viene fuori, infatti, la cifra di 2.069.862 euro di cui, però, va tenuto conto che alcuni compensi si riferiscono ad incarichi triennali iniziati nel 2008. 

In ogni caso, nel Bilancio preventivo 2010 della Regione Siciliana sono stati stanziati in tutto quasi 2,5 milioni di euro. Nello specifico è previsto un capitolo di 90 mila euro relativo a “spese per i consulenti esperti in materie giuridiche, economiche, sociali o attinenti ai compiti d’istituto”, uguale per ogni assessorato tranne per quello al Turismo in cui la spesa stanziata è di 130 mila euro, per un totale di 1 milione e 130 mila euro. A questa voce di bilancio si aggiungono, in alcuni casi, altri capitoli di spesa: l’assessorato dell’Economia può servirsi di ulteriori 600 mila euro suddivisi in due capitoli come “spese per incarichi di consulenza”; l’assessorato dell’Energia ha a disposizione altri 60 mila euro; l’assessorato della Salute prevede ulteriori 78 mila euro per consulenze dell’Osservatorio epidemiologico regionale; l’assessorato del Territorio e Ambiente può avvalersi di altri 80 mila euro di consulenze per studi sull’assetto del territorio.

Discorso a parte merita la Presidenza, a cui il Bilancio di previsione assegna 80 mila euro per incarichi speciali, 320 mila per le consulenze di esperti in materie giuridiche, economiche, sociali, 150 mila per esperti in materia di programmazione e 4 mila per consulenze del Garante per la tutela dei detenuti. Risultato: la Regione Siciliana ha previsto nel 2010 una spesa per le consulenze di 2 milioni e 492 mila euro, ovvero 1 milione 426 mila euro in più rispetto alla Regione Lombardia che invece, nel suo Bilancio di previsione 2010, ha stanziato per consulenze 1 milione e 66 mila euro.

La differenza tra le due Regioni si fa netta se si raffronta anche il numero degli incarichi: 99 in Sicilia e solo 19 in Lombardia, cioè addirittura 80 in meno. Evidentemente la Regione Siciliana, per amministrare “bene” non si accontenta dei suoi 2.045 dirigenti (dato aggiornato al 15/12/2010), ma ha bisogno di assegnare ulteriori incarichi esterni che gravano pesantemente sulle casse della Regione e di conseguenza sui cittadini contribuenti. Contando poi che la nostra Regione dispone di 15.600 unità di personale non dirigenziale (vedi Finanziaria, l.r. 11/2010), ha in media di 1 dirigente ogni 8 dipendenti. La Lombardia, invece, si serve di 3.200 dipendenti di cui i dirigenti sono solo 207, per un rapporto medio di 1 dirigente ogni 15 dipendenti.
Tornando al giudizio di parificazione del bilancio 2009 dello Stato espresso dalla Corte dei Conti, il procuratore generale, Mario Ristuccia, ha accusato le Regioni e gli enti locali di abusare in “poltrone, gettoni di presenza, manager e consulenti a valanga”, generatori di un’enorme spreco di denaro pubblico e di cattiva amministrazione.

Un monito che dovrebbe essere raccolto proprio in questo momento in cui il dipartimento regionale della Funzione pubblica sta effettuando una riorganizzazione dei ruoli dirigenziali, che potrebbe riservare tagli o accorpamenti. In ogni caso, si dovrebbe iniziare a ragionare sulle consulenze: quante siano quelle realmente necessarie e quante invece se ne potrebbe benissimo fare a meno.

Articolo pubblicato il 29 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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