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Raccolta e smaltimento dei rifiuti. Costi su, ma il servizio è mediocre
di Liliana Blanco

A Gela analisi sul passaggio dalla Tarsu comunale alla Tia delle Ato: il prodotto non cambia. Spesso aumenti superiori al 100%, ma gli utenti non vedono miglioramenti

Tags: Rifiuti, Tarsu, Tia, Ato



GELA (CL) - Qualche anno fa l’amministrazione comunale ha provato ad avviare la raccolta differenziata: ha acquistato i cassonetti, ha diffuso la cultura della raccolta intelligente. Il risultato è stato che il conferimento è stato fatto sempre misto e i cassonetti seppur colorati venivano usati come quelli verdi. Esperimento fallito.
A far tornare attuale il tema dei rifiuti solido- urbani in Sicilia ci ha pensato l’associazione “Giovani per la Sicilia” un gruppo di giovani imprenditori che vogliono tentare di trovare una soluzione pratica al problema attraverso le conoscenze di cattedratici e tecnici: lo hanno fatto con il sostegno della Regione Sicilia, della Provincia regionale di Caltanissetta, del Comune e del Rotary club di Gela e degli ordini professionali degli ingegneri e dei geologi di provincia e regione.
Una disamina scientifica sul livello delle tecnologie raggiunto negli ultimi anni e sulla situazione attuale che non presenta elementi positivi visto che il dato sulla raccolta differenziata si aggira attorno al 5% nel territorio provinciale contro il 10% del dato nazionale. Eppure la raccolta differenziata sta alla base dell’economia delle gestione della raccolta dei rifiuti solido-urbani. I corretti comportamenti dei cittadini producono ricchezza. Questo è stato  il messaggio emerso prepotentemente nel corso del convegno che ha visto al tavolo della presidenza personaggio di spicco degli atenei siciliani.

“Il primo problema da affrontare è il reperimento delle risorse finanziarie – ha sostenuto il docente di ingegneria sanitaria ed ambientale presso l’Università di Catania, Giuseppe Mancini - l’attuale contingenza economica richiede che il costo del servizio di raccolta e smaltimento sia sostenuto dagli utenti. Il passaggio da tassa (Tarsu) a tariffa (Tia), ha modificato le modalità di definizione e di copertura dei costi, introdotto obiettivi di sostenibilità ambientale e comportato una differente regolazione dei rapporti fra amministrazione pubblica, cittadini-utenti e gestori dei servizi. Ciò ha prodotto, in alcuni comuni, aumenti superiori al 100% e protesta degli utenti che non hanno visto miglioramenti nel servizio. Più che un problema amministrativo è un problema “culturale” originato dall’abitudine dei Comuni di coprire i costi del servizio, non attraverso i ridotti introiti della Tarsu, ma gravando sulla collettività,  con lo spostamento di risorse destinate dal bilancio ad altri usi o creando forti passività.
Nel passaggio dalla gestione comunale a quella d’ambito (Ato), il risultato di questa “prassi” , è stato vedere computare un costo che non  si era “abituati”.

La politica dell’Unione europea prevede il superamento della discarica come principale strumento per lo smaltimento dei rifiuti, puntando sul riciclaggio ma anche sulla riduzione in volume tramite incenerimento”. “è necessario utilizzare gli strumenti che si hanno al meglio – ha detto Salvatore Nicosia , docente di Ingegneria Ambientale – e non certo bloccarli per un semplice guasto pensando che c’è di meglio sul mercato”.
“Le tecnologie ci sono – sostiene il docente Giuseppe Raciti – ma vengono adottate a macchia di leopardo; sarebbe auspicabile che venissero adottati incentivi per gli utenti con tessere magnetiche con le oasi ecologiche”.
L’assessore provinciale all’ambiente Franco Giudice ha annunciato che la provincia ha “ottenuto il finanziamento per un impianto che trasforma i rifiuti liquidi in biogas”.

Articolo pubblicato il 28 maggio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Salvatore Nicosia, docente di Ingegneria Ambientale
Salvatore Nicosia, docente di Ingegneria Ambientale