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Turismo: flamenco batte tarantella
di Dario Raffaele

Turismo. La Sicilia investita da una crisi delle idee.
Sprechi. L’assessorato regionale al Turismo negli ultimi 6 anni ha speso 1 miliardo e 400 milioni di euro per l’“incremento turistico” dell’Isola (tre volte più del Veneto e due più del Lazio).
Barcellona. L’ente che gestisce la promozione turistica a Barcellona, gode di finanziamenti per soli 2,2 mln di euro (tra pubblico e privato) ma ha saputo generare risorse proprie per 24 milioni di euro.

Tags: Catalogna, Barcellona, Sicilia, Turismo, Valencia



Due regioni tanto simili alla nostra (per superficie e numero di abitanti), quanto diverse per organizzazione ed efficienza nella gestione del turismo. I risultati sono inequivocabili, imbarazzanti. Parliamo della Sicilia (25.708 kmq per 5 milioni di abitanti), della Comunità Valenciana (23.255 kmq per 5 milioni di abitanti) e della Catalogna (32.114 kmq e 7,3 milioni di abitanti).  Ebbene, la Sicilia nel 2009 ha censito quasi 11 milioni di pernottamenti a fronte degli 85 milioni della Catalogna (12,8 milioni nella sola Barcellona che però ha una superficie 250 volte inferiore alla nostra Isola). Anche il confronto con la comunità Valenciana è imbarazzante: sono stati 90 milioni i pernottamenti in questa regione (3.361.000 i pernottamenti a Valencia che, con i suoi 134 kmq, è 192 volte più piccola della Sicilia).
 
Se è vero che la crisi si è fatta sentire anche nella penisola iberica, l’organizzazione e la programmazione hanno permesso a quest’ultima di limitare i danni (-3,2% la variazione dei pernottamenti in Catalogna rispetto al 2008, un buon +1,2% l’andamento dei pernottamenti nella Comunità valenciana). La Spagna in generale è stata la terza meta turistica più visitata nel 2009 dopo Francia e Stati Uniti.

Da dove nasce questo divario? Difficile stabilirlo. Sicuramente da una programmazione non adeguata da parte delle istituzioni preposte e quindi dell’assessorato regionale al Turismo che, negli ultimi sei anni, ha speso 1 miliardo e 400 milioni di euro per l’”incremento turistico” dell’Isola (tre volte più del Veneto e due più del Lazio). L’utilità di questi investimenti si può evincere dai dati relativi agli arrivi (-9,9%) e ai pernottamenti (-10,14%), censiti dall’Osservatorio statistico regionale per il 2009 rispetto al 2008.

Eppure la Sicilia non ha nulla da invidiare a Catalogna e Comunità valenciana. Ma a differenza di queste continua a tenere nascosti i propri tesori, come nel caso dei suoi 829 borghi (censiti dall’assessorato regionale ai BB.CC.) abbandonati a se stessi e sconosciuti anche alla gran parte dei siciliani. Valencia è sicuramente un luogo “unico”, dove la storia convive con la modernità e il relax con il divertimento. Una città con tanti spazi verdi e con più di 7 km di spiagge, una ricca offerta di musei e parchi e un’infinità di locali, bar, ristoranti e discoteche dove assaporare la movida e lo stile di questa città dai mille volti.

Ma dietro tutto ciò ci sta una capillare promozione del turismo realizzata anche attraverso la Rete e che permette di conoscere gli eventi in programma e di organizzare nei minimi dettagli il proprio viaggio direttamente da casa. Tanti gli eventi già programmati per la stagione estiva (e consultabili sul sito ufficiale). Fra tutti la “battaglia dei fiori”: una sfilata di carri decorati e trainati da cavalli lungo il Paseo de la Alameda, durante la quale gli spettatori lanceranno migliaia di calendule. Dal 5 all’11 luglio poi, i palati più golosi potranno approfittare di una manifestazione gastronomica molto attesa in città: “Valencia Cuina Oberta Restaurant Week” permetterà di gustare i menu preparati per l’occasione dagli chef più rinomati, a prezzi davvero convenienti che vanno dai 20 euro per il pranzo ai 30 per la cena.

E che dire poi di Barcellona? è straordinario quello che è riuscito a fare l’Ente di promozione turistica della capitale della Catalogna: i pernottamenti sono infatti passati dai 4,7 milioni del 1994 ai 12,8 mln dell’anno scorso. Nata alla fine del 1993 (un anno dopo le Olimpiadi tenutesi in città), la Fondazione per la promozione turistica di Barcellona consiste in un mix tra pubblico e privato, tra il Comune e la Camera di Commercio. Questi, sin dal 1993, finanziano la Fondazione ciascuno con 1,1 milioni. Tuttavia questa’ultima è stata in grado di produrre anche delle risorse proprie. E’ così che, in questo momento, il bilancio turistico di Barcellona ha raggiunto la considerevole cifra di 24 milioni e mezzo di euro. Come è possibile generare queste risorse?

Sono tante le idee vincenti dell’Ente che hanno permesso di produrre e moltiplicare la ricchezza: innanzitutto un pullman turistico a due piani, frutto di una joint venture con i trasporti cittadini, che gira per la città e apporta al turismo di Barcellona un’entrata lorda di più di cinque milioni e mezzo di euro. Poi ci sono gli uffici di informazione turistica (ce ne sono 20), con negozi di souvenirs, all’interno dei quali si fornisce ogni tipo di servizio: dalle prenotazioni alberghiere fino alle varie pubblicazioni, ecc. Questi uffici fatturano ogni anni 11 milioni e 800 mila euro. Esistono poi degli organi turistici addetti alle programmazioni, come ad esempio il Barcelona Convention Bureau. Se diventi suo membro, dal momento che funziona come un club, devi pagare una quota annuale.

Uno strumento diffusissimo tra i turisti (ed acquistabile online) è poi la Barcellona Card, che, tra le altre cose consente il trasporto pubblico gratuito, oltre a sconti e opportunità varie. Attualmente la sola card  consente di ricavare 950 mila euro. Ci sono poi i servizi di noleggio delle biciclette… Ma la lista sarebbe ancora lunga. Catalogna e Comunità valenciana, sono due modelli vincenti, che potrebbero essere esportati in Sicilia, per rilanciare un settore soprattutto in crisi di idee.

Articolo pubblicato il 30 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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    (30 giugno 2010)
  • Una vetrina appannata per il Turismo siciliano -
    Poche possibilità di interazione sul sito dell’assessorato regionale. Booking online possibile solo per 11 comuni del messinese
    (30 giugno 2010)


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