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Sedi siciliane riorganizzate per un risparmio del 19%
di Raffaella Pessina

Tags: Giuseppe Sopranzetti



La Banca d’Italia ha operato una riorganizzazione delle sedi e delle competenze. Come è cambiata la struttura?
“Adesso, con questa nuova organizzazione, a Palermo abbiamo competenza specifica anche sulle banche di Agrigento e Trapani. In Sicilia abbiamo portato a termine negli ultimi due anni una riforma organizzativa che ha ridimensionato in maniera significativa l’apparato preesistente. Lo stesso è avvenuto nel resto d’Italia. Quì in Sicilia abbiamo chiuso anche due filiali, quelle di Enna e di Siracusa, abbiamo trasformato Caltanissetta da filiale autonoma in divisione specializzata di vigilanza dipendente da Palermo, e abbiamo accentrato i compiti di vigilanza solo su Palermo e su Catania. Quindi abbiamo trasformato le quattro filiali rimanenti (Trapani, Agrigento, Messina e Ragusa) in filiali per l’utenza, in poche parole si occupano di  cassa e tesoreria. Questo implica in termini di risparmio una percentuale del 19%.
Ovviamente non è stato un cambiamento facile. Ci sono voluti due anni, ma adesso questo nuovo assetto lo possiamo considerare definitivo da dicembre dello scorso anno. In termini di risorse umane, in Sicilia eravamo 274 come Banca d’Italia (e calcoliamo che il nostro è un personale specializzato) e siamo scesi a 221. Tra l’altro abbiamo liberato gli stabili che ora abbiamo messo in vendita. Attraverso una gara europea, con i suoi tempi e non sarà immediato il beneficio, ma lo vedremo a medio termine. Questa ristrutturazione per noi è stata importante e ha portato a concentrare le professionalità e le risorse economiche: abbiamo negoziato ed incentivato i dipendenti e, dopo un anno di concertazione con i sindacati, abbiamo dato il via alle operazioni”.

Articolo pubblicato il 01 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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