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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Crisi Amia e debiti fuori bilancio patate bollenti da 19 mln di euro
di Luca Insalaco

Drastici tagli a Festino, comunicazione, cultura e manutenzioni. Per l’opposizione gli sprechi sono altrove. Settimana decisiva per approvare il preventivo, altrimenti si scioglie il Consiglio

Tags: Palermo, Amia, Davide Faraone, Leoluca Orlando



PALERMO – Con l’acqua alla gola, il Consiglio comunale giunge all’approvazione del bilancio di previsione. Nei proclami politici, il varo del documento finanziario era stato dato per certo già all’inizio dell’anno. Del resto, erano le emergenze della città (dal sociale ai conti disastrati delle aziende comunali) a richiedere un’inusuale celerità degli eletti. Le emergenze sono rimaste tali, ma l’Aula si è ridotta agli ultimi giorni utili per approvare il bilancio. C’è tempo, infatti, fino al 7 luglio, dopodiché il Consiglio verrà sciolto.

A Palazzo delle Aquile, intanto, lo scollamento tra Giunta, ed in particolare tra il sindaco, e l’Aula è sempre più evidente, con un rimpallo su chi dovrà mettere la firma sui tagli per recuperare 19 milioni di euro da distribuire in parte all’Amia ed in parte per coprire i debiti fuori bilancio. I minori introiti dalla Tarsu ed i tagli ai trasferimenti disposti dal Governo costringono a drastiche sforbiciate alla cultura, al Festino, alla comunicazione ed alle manutenzioni stradali. Per l’opposizione, tuttavia, gli sprechi sono altrove. Nelle aziende, ad esempio, e nelle prebende offerte agli esterni.
 
Davide Faraone e Salvatore Orlando (Pd) giudicano “scandaloso che il Comune spenda 8,5 milioni di euro per mantenere consigli di amministrazione di aziende che non funzionano” e ribadiscono la proposta di istituire un amministratore unico per le ex municipalizzate, sulla scia di quanto fatto di recente dal Comune di Catania. Riducendo il valore dei contratti di servizio delle aziende speciali – dicono i due consiglieri comunali - tagliando i Cda delle aziende municipalizzate e i collegi dei sindaci revisori, l’amministrazione comunale otterrebbe un risparmio di circa 2 mln di euro l’anno.

“Inoltre - dicono Faraone e Orlando - il Peg del direttore generale ammonta a più di 3 mln di euro, di cui più di 250 mila di sola indennità personale, stanziamento su cui al momento non c’è impegno di spesa”.
La via del risparmio dovrebbe poi portare ad anticipare la cura dimagrante alla Giunta municipale (prevista dalla Legge 19 del 30/12/08, che entrerà in vigore nella prossima legislatura), portando da subito il numero degli assessori da 12 a 8, con un risparmio calcolato di 240 mila euro l’anno. Altri 200 mila, poi, potrebbero essere recuperati dalle consulenze affidate agli esperti e 3 mln di euro potrebbero essere recuperati dal budget della Comunicazione istituzionale.

Articolo pubblicato il 01 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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