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Catania - Senza servizi e programmazione il territorio è snobbato dai turisti
di Melania Tanteri

Troppe mancanze penalizzano oltremodo un’area che potrebbe aspirare a risultati ben diversi. La zona catanese ha continuato a perdere posizioni come meta per i vacanzieri

Tags: Catania, Turismo



CATANIA – Sono 550 mila visitatori in città contro i 14 milioni turisti in tutta la Sicilia. Secondo i dati di Confindustria alberghi Catania - diffusi durante l’ultimo seminario di approfondimento sul turismo “Catania città attraente: arte, cultura e sport per un turismo di qualità”, organizzato nell’ambito degli Stati generali - nel 2009 Catania ha continuato a perdere posizioni come meta per i vacanzieri, nonostante la vocazione turistica della città e nonostante i rappresentanti politici, nessuno escluso, abbiano parlato di necessità di rilancio del settore.

L’analisi, emersa durante i lavori del seminario, non lascia dubbi sul fatto che la città etnea abbia sottovalutato e continui a sottovalutare la valorizzazione del proprio, immenso, patrimonio naturale e culturale, ignorando di fatto la propria naturale vocazione turistica e perdendo così un’occasione di sviluppo e di crescita economica. Un’occasione che porterebbe con sé un indotto non indifferente, tra operatori del settore, ristoratori, esercenti, ma negli ultimi tempi espressa solo nelle intenzioni. Manca una sana programmazione di marketing e una corretta gestione dei servizi, oltre che un’offerta tale da far preferire Catania ad altre mete.

“Il 2009 – ha affermato Mario Bevacqua, del comitato di presidenza degli Stati generali e presidente dell’Uftaa, la federazione mondiale degli agenti di viaggio – è stato l’annus horribilis per il turismo mondiale, ma è vero anche che i catanesi non vogliono il turismo. Questa città deve essere accogliente, mentre convive con il cancro dell’abusivismo. L’esperienza quotidiana ci dice che i catanesi mettono il benefit personale davanti agli interessi pubblici. Serve una svolta, mantenendo sempre una linea stabile di programmazione”.

Tante le mancanze nel settore, dunque, dalla gestione dei servizi, al trasporto pubblico, scarso e inefficiente, alla sicurezza, passando per la programmazione, il marketing e la promozione.
“Oggi – ha affermato Ugo Rendo, presidente Confindustria alberghi Catania – la città non è attraente. Negli ultimi 20-30 anni è stata abbandonata la strada del turismo, mentre sono cresciuti i vincoli della burocrazia e il degrado. Basta andare a Castello Ursino per vedere un monumento nella sporcizia: sarebbe auspicabile, per esempio, una programmazione di eventi medievali nel centro storico, organizzando nuovi servizi e offerte di qualità”.
 


Nuova tendenza. Le idee sottoposte al Comune
 
CATANIA - Trent’anni di parole, mentre la città veniva lentamente abbandonata dai turisti, in favore di mete più tranquille, pulite, a buon mercato. Eppure, sono in tanti ad aver avanzato proposte per risollevare il settore, come ad esempio Confturismo.
“Non è più il tempo dei pietismi – ha spiegato Nico Torrisi, Presidente Federalberghi e Confturismo Catania - ma quello delle proposte e dei contributi di idee. Al sindaco abbiamo consegnato un documento sullo sviluppo possibile delle attività turistiche, partendo prima di tutto dalla vendita dell’immagine del nostro territorio. Dall’Ente locale ci attendiamo controlli più severi nelle pubbliche piazze e vie, dove l’abusivismo commerciale non manca mai. Alcune iniziative possono essere effettuate senza costi: una buona idea è quella di aprire punti d’informazione turistica in varie zone della città. Basterebbe avvalersi degli stage universitari che, a costo zero per le casse del Comune, darebbero sicuramente un servizio di grande utilità ai visitatori”.

Articolo pubblicato il 01 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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