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NellÂ’Isola presenti 600 siti da bonificare
di Rosario Battiato

Cresce l’emergenza delle discariche abbandonate nell’Isola. Da due decenni quelle in disuso continuano ad inquinare

Tags: Rifiuti, Discarica



PALERMO – Una lunga scia di inquinamento sembra coinvolgere le discariche presenti e passate dell’Isola. I dati dell’Arra, riportati nell’ultimo censimento dell’Agenzia, hanno certificato la presenza di 600 discariche sul suolo siciliano che da almeno due decenni inquinano indisturbate. Il percolato di Bellolampo – 100 milioni di litri da smaltire e il rischio di inquinamento delle falde acquifere – è un esempio sotto la luce del sole di quello che una cattiva gestione e una mancata bonifica di questi siti può provocare.

Pensiamo allora a 600 discariche abbandonate e mai bonificate del tutto che continuano a vomitare i loro malsani effluvi sul territorio siciliano. I dati sono inoppugnabili: 249 discariche abbandonate (tra queste 53 abusive e 53 industriali). Tra le province brillano le performance di Messina (174 discariche mai sanate) e Palermo (94). Il problema si collega anche al fenomeno dei grandi poli industriali – Siracusa resta la provincia più segnata dalle discariche industriali abbandonate seguita da Caltanissetta – dove la mancata bonifica di questi siti contribuisce non poco all’alta concentrazione tumorale di quelle aree. I dati diffusi dall’Arra sono stati ripresi da uno studio di Aurelio Angelini.

Il docente dell’Università di Palermo, nel rapporto “Sicilia Contaminata”, ha preso in esame la questione irrisolta delle discariche isolane che nel corso delle varie emergenze rifiuti siciliane sono state create e poi puntualmente abbandonate. Adesso di fronte alla classe politica siciliana si presenta la duplice sfida che riguarda il passato e il futuro delle discariche isolane: da una parte le realtà fuori controllo che devono essere bonificate e dall’altra la necessità di ampliare o costruirne di nuove per tamponare l’attuale emergenza. Ma che il palliativo avvenga almeno per l’ultima volta.

Articolo pubblicato il 01 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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