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I sindaci viziosi taglino gli sprechi
di Carlo Alberto Tregua

Premiare i Comuni virtuosi

Tags: Comuni, Bilancio, Giulio Tremonti



Siamo arrivati al redde rationem. Con la relazione metodologica di Tremonti approvata dal Consiglio dei ministri, si procede verso il completamento e l’approvazione del decreto legislativo che stabilisce i costi standard e gli standard di efficienza. Non appena pubblicato, potranno essere redatti gli elenchi degli enti pubblici virtuosi (quelli che li rispettano) e gli elenchi dei Comuni viziosi (quelli che si sono dati alla pazza gioia spendendo e spandendo).
Purtroppo, questi ultimi sono in maggioranza nel Sud e in maggioranza in Sicilia, fra i 390 Comuni. La voce più cospicua di sforamento rispetto ai costi standard è quella dei dipendenti, frutto della politica clientelare di questi decenni, in base alla quale sono stati intasati gli uffici pubblici di persone di cui non vi era assolutamente bisogno.
Sindaci incapaci di far funzionare la loro macchina amministrativa con servizi puntuali e di qualità hanno continuato a fare una politica di basso profilo che ha portato ad immobilizzare l’attività dei loro enti.

Ora è il momento che i nostri 390 sindaci diventino virtuosi e cioè facciano quadrare i propri bilanci, privilegiando le spese produttive e riducendo fortemente quelle che ingessano il funzionamento dell’ente e non consentono di imboccare la via dello sviluppo. L’euro e il Patto di stabilità non consentono ulteriori proroghe. Volere o volare, bisogna che i sindaci si convincano che debbono imboccare una strada di politica alta, tagliando i rapporti con i questuanti, tagliando le spese parassitarie, tagliando i posti dei raccomandati e continuando con la sistematica eliminazione di sprechi quali consulenze e auto blu.
I sindaci virtuosi potranno ridurre anche al di sotto del limite previsto dalla legge il numero di assessori e i loro compensi e potranno chiedere al Consiglio comunale di votare il dimezzamento di indennità, gettoni di presenza e altri ammennicoli a favore dei propri componenti.
I sindaci virtuosi dovranno trattare i tassi dei vecchi mutui utilizzando la moral suasion o altri mezzi per ridurre gli enormi interessi passivi. Dovranno anche cominciare a pagare puntualmente i fornitori.
 
Nei bilanci degli enti locali vi sono spese non previste. In particolare quelle che derivano da controversie giudiziarie perse, sia attivate da dipendenti che da fornitori. Si tratta di cifre cospicue che una buona e sana amministrazione potrebbe evitare precedendo le controversie.
Ecco, bisogna fare buona e sana amministrazione. Cioè, l’amministrazione del pater familias. Ogni sindaco dovrebbe preoccuparsi di spendere solo quanto necessario per produrre i servizi da somministrare ai propri cittadini. Ovviamente, servizi della massima qualità possibile, in modo da soddisfare le esigenze degli iscritti alla propria anagrafe e degli ospiti esterni.
Il sindaco non potrebbe fare nessun’altra attività. Perché amministrare una città, piccola o grande che sia, comporta quasi un impegno a tempo pieno. Chi fosse distratto da altre azioni, perderebbe la concentrazione e non potrebbe sviluppare concretamente il programma che ha proposto agli elettori in campagna elettorale.

I sindaci virtuosi dovrebbero costituire all’interno della propria amministrazione un nucleo di Polizia tributaria, con lo scopo di snidare gli evasori totali o parziali e riscuotere tutte quelle imposte locali che costituiscono un’importante parte delle entrate.
Data l’eccedenza di personale, non dovrebbe essere difficile la costituzione di tale gruppo o il potenziamento ove esso esistesse già.
Infine, vi è un problema ambientale e di controllo del territorio. Una città confida nella propria amministrazione affinché tutta la sua superficie sia tenuta in ordine sotto tutti i punti di vista. I più importanti sono: evitare che vengano costruiti immobili abusivi o che vengano implementati immobili esistenti, far sì che il traffico funzioni disciplinato da semafori intelligenti e governato dalla centrale dei vigili urbani, che i poster 6x3 vengano installati in modo da non deturpare l’ambiente, che i cittadini vengano serviti anche inducendoli a rispettare le regole di civiltà nell’interesse generale.

Articolo pubblicato il 02 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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