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Quotidiano di Sicilia

“L’acqua resti pubblica”. Proposta di legge popolare
La crisi del sistema ha risvegliato una protesta civile in tutta l’Isola. Domenica a Caltanissetta il forum dei movimenti siciliani



PALERMO – La crisi del sistema acqua con gli annessi problemi delle Ato regionali stanno risvegliando da tempo un movimento civile, politico ed amministrativo che richiede la ripubblicizzazione dell’acqua e un suo utilizzo più conforme alle esigenze e alle sfide della realtà contemporanea. A tal proposito domenica prossima a Caltanissetta si terrà la riunione regionale del forum dei movimenti per l’acqua pubblica, così da fare il punto della situazione sui comuni “ribelli” che si sono opposti alla direttiva nazionale o che stanno tornando sui propri passi dopo averla approvata.

L’evento sarà l’occasione per presentare al grande pubblico la Proposta di Legge regionale di iniziativa Popolare “Principi per la Tutela, il Governo e la Gestione Pubblica delle Acque – Disposizioni per la Ripubblicizzazione del Servizio Idrico in Sicilia” che si basa sul principio secondo cui “tutte le acque superficiali – si legge all’articolo 2 - e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà”.

Intanto, anche gli enti locali si organizzano, come il Comune di Vittoria che ha già votato nel settembre scorso l’appoggio e il sostegno alla legge di iniziativa popolare e ancora l’impegno di diversi comuni del palermitano, nella provincia di Catania col Comune di Riposto che è il punto di riferimento della zona orientale e il comitato dei sindaci della provincia di Agrigento contrari alla privatizzazione. Tra le priorità indicate nel disegno di legge ci sono i contatori per il prelievo dell’acqua, il mantenimento dell’equilibrio idrico, il principio del “chi inquina paga”, un censimento dei pozzi privati e la verifica delle concessioni di sfruttamento.

Articolo pubblicato il 29 maggio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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