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Un atto non troppo amato e nessuno applica sanzioni
di Francesco Torre

A Messina, un anno dopo l’ultima inchiesta, non è cambiato nulla. Enna spera nella buona volontà del nuovo sindaco

Tags: Sindaci, Trasparenza



PALERMO - “Anche quest’anno, l’ultimo del mandato del sindaco uscente Rino Agnello, la relazione semestrale non è stata presentata”. Vito Scalogna, direttore generale del Comune di Enna, riporta i tristi dati sulla trasparenza dell’ente per cui lavora accompagnandoli con un sorriso e affidandosi al “nuovo che avanza”, ma che poi, a ben vedere, non avanza mai. “Adesso c’è il nuovo sindaco e vedremo se deciderà di adempiere a questo atto, in effetti previsto per regolamento e forse attuato un paio di volte ad inizio del mandato del precedente primo cittadino”, ci dice infatti sperando in un cambiamento, e offrendo la propria personale versione sulle motivazioni di questa disfunzione amministrativa: “Forse i sindaci non se ne curano tanto anche perché non esistono sanzioni per chi non provvede, così la relazione al massimo viene ritenuta alla stregua di una raccomandazione, non certo un obbligo sancito dalla legge”.
Interessante osservazione.

“Qui ancora non c’è stato niente”, commenta invece laconico il capo Ufficio stampa del Comune di Messina, Attilio Borda Bossana, colui cioè che l’anno scorso aveva definito la relazione “un adempimento desueto che nessuno tra gli ultimi amministratori ha mai attuato”. Compreso l’attuale primo cittadino, anche deputato regionale, Giuseppe Buzzanca, e ciò nonostante sia stato apertamente e formalmente invitato - ma invano - a relazionare sull’attuazione del programma dai consiglieri di opposizione.

D’altra parte lo Statuto comunale (art. 43) in questo senso non potrebbe essere più chiaro: “Per l’esercizio della funzione di controllo, il Consiglio si avvale in particolare della relazione semestrale del sindaco”. A ciò, però, Buzzanca è sempre rimasto indifferente.
Anche perché al limite quale può essere il rischio? Arrivare alla Corte dei Conti, dopo vari anni, così come successo anche per la nomina illecita di un esperto di meteorologia avvenuta nel 2002, quando Buzzanca era presidente della Provincia.

Articolo pubblicato il 08 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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