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Quotidiano di Sicilia

Cresciuta la scoperta degli evasori totali
di Raffaella Pessina

Forum con Domenico Achille, comandante regionale della Guardia di Finanza

Tags: Domenico Achille, Guardia Di Finanza



Possiamo fare un bilancio dell’attività di questa prima parte dell’anno da parte della Guardia di Finanza in Sicilia?
“L’attività che abbiamo avuto quest’anno è decisamente migliore rispetto a quella dell’anno scorso. Non perché quella degli anni passati non sia stata fatta, ma perché bisogna sempre crescere. Noi abbiamo incentivato l’attività di controllo e di contrasto all’evasione fiscale. Nei primi cinque mesi del 2010 abbiamo realizzato un 10% in più in quanto ai controlli. Abbiamo effettuato 3900 verifiche a fronte delle 3500 verifiche dello scorso anno. Parliamo naturalmente sempre di periodi omogenei, che sono suscettibili a fine anno di variazioni. Sono tutte quante attività di verifica fiscale, controlli  che riguardano la globalità dell’aspetto gestionale di un’azienda”.

Quale criterio usate per la scelta dei soggetti da controllare?
“È frutto di una attività di analisi, che viene fatta a monte. In un momento difficile come quello attuale, in cui il mondo imprenditoriale vive momenti di criticità, è chiaro che se intervenisse l’azione della Guardia di Finanza su un imprenditore che sta per chiudere, si potrebbe dare la spallata per mandarlo fuori dal mercato definitivamente. Proprio per evitare questo tipo di pericolo, la selezione  dei soggetti va fatta attraverso la conoscenza capillare del territorio. La nostra presenza fino ai livelli più capillari appunto, permette che il comandante di reparto abbia una reale  conoscenza del proprio territorio. E’ necessario comunque selezionare una rosa di soggetti fra quelli che sono comunque a maggior rischio di evasione fiscale. Fatta eccezione per le imprese più grosse, soggetti che hanno fatturati di 25/50 milioni di euro all’anno, in Sicilia sono comunque solo una ventina. Questi imprenditori sanno che tra le nostre attività c’è una attività periodica riservata a loro ed ogni due anni si aspettano una nostra verifica. Questo tipo di soggetto però non ricorre all’evasione fiscale nascondendo ad esempio qualche fattura. Si tratta di ben altro, di politiche di bilancio, di interpretazioni delle norme, queste sono le loro possibili vie  per evadere. Oltre alla conoscenza del territorio  abbiamo anche le segnalazioni che pervengono al nostro numero di pubblica utilità: il 117. Le segnalazioni non sono anonime, perché la persona ci lascia tutti i suoi riferimenti e il reparto innesca una operazione di controllo”.

Ritiene che gli strumenti normativi a vostra disposizione siano adeguati?
“Gli strumenti normativi ci sono e sono anche adeguati. Si tratta di saper ottimizzare  il flusso di comunicazioni. Saper integrare le forze che sono in campo per ottenere i risultati prefissati. Abbiamo moltissime banche dati, ma spesso non colloquiano tra di loro, anche se rispetto a qualche anno fa abbiamo fatto notevolissimi passi avanti. Oggi siamo in grado di fare delle interrogazioni massive, possiamo fare meglio dei controlli incrociati e delle analisi. Prima di venire a Palermo comandavo un ufficio, il Comando Tutela Finanza Pubblica, dove si faceva proprio attività di analisi. A volte ci è bastato incrociare la banca dati dell’Enasarco (degli intermediari di commercio) con quella dell’anagrafe tributaria, per scoprire che numerosi soggetti non erano conosciuti al fisco. Coloro che cercano di stare fuori del lecito, si attrezzano  ed organizzano con una rapidità che è superiore a quella dell’ordinamento. Un altro aspetto di interesse della prevenzione all’evasione fiscale è dato dai controlli sul sommerso d’azienda. Viene messo in atto da quei soggetti che,  pur svolgendo un’attività economica di rilievo, possono essere sconosciuti al fisco. Non parliamo dell’antennista o dell’idraulico, ma di soggetti che per mille ragioni possono occultarsi al fisco, pur svolgendo attività di grande rilievo. Quest’anno abbiamo individuato 380 evasori totali in Sicilia nei prime cinque mesi dell’anno, mentre l’anno precedente nello stesso periodo, ne avevamo individuati 280, con un incremento del 40%. E lo stesso discorso vale per quanto riguarda i lavoratori in nero: sono stati individuati 829 lavoratori in nero con un incremento molto prossimo al 70% in più”.
 

 
I controlli estesi anche sulla fiscalità locale nei primi 5 mesi recuperati 300 mila € di tributi
 
Esistono dei protocolli d’intesa tra la Guardia di Finanza e le amministrazioni pubbliche locali?
“Se parliamo di abusivismo commerciale sulle aree pubbliche non possiamo pensare che se ne debba occupare la Guardia di Finanza. È la Polizia municipale che deve attrezzarsi di conseguenza. D’altra parte, se l’ufficio tributi di un comune emette le bollette per l’acqua, la spazzatura e l’occupazione del suolo pubblico, deve essere in grado anche di eseguire i controlli. Pur tuttavia, nello spirito di  quella che è la collaborazione istituzionale che noi offriamo, senza sovrapporsi alle competenze e alle prerogative delle amministrazioni, noi abbiamo dei protocolli d’intesa. Per esempio in materia di spazzatura o Ici, in occasione di quelle che sono le nostre attività  istituzionali, possiamo dare anche una occhiata a quella che è la fiscalità locale. Come organo di polizia economico finanziaria, siamo preposti alla tutela del bilancio dell’Unione Europea, dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali. Se controllo un esercizio commerciale posso, sulla base della convenzione con l’amministrazione guardare anche se sono state pagate le bollette. In questi cinque mesi abbiamo fatto una serie di interventi, accertando 63 violazioni, con un recupero di tributi evasi per 300.000 euro. Abbiamo anche dei protocolli specifici con le Università, perché molti studenti richiedono l’assegno sociale o non pagano le tasse universitarie perché si dichiarano indigenti e poi invece possiedono auto di lusso. In questo caso, la Guardia di Finanza può  verificare le posizioni fiscali del nucleo familiare a cui appartiene lo studente e la regolarità delle dichiarazioni che sono state fatte”.

Articolo pubblicato il 10 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Domenico Achille, comandante regionale della Guardia di Finanza
Domenico Achille, comandante regionale della Guardia di Finanza