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Biotech, in arrivo la carta dei servizi
Si è svolta a Catania la riunione della Commissione unitaria sulle biotecnologie centrata sulle strategie del settore. In un unico strumento le competenze e le piattaforme dei singoli Parchi scientifici

Tags: Biotech, Parchi Scientifici



Catania - I Parchi scientifici e tecnologici sono decisivi nello sviluppo del biotech italiano. A certificarlo il “Rapporto sulle Biotecnologie in Italia” di Ernst&Young che evidenzia come più di un terzo del totale delle aziende biotech presenti in Italia (112 su 319) siano insediate o incubate all’interno di un Pst.

Delle strategie e azioni comuni per spingere il settore che peserà sempre più nel futuro assetto economico, sociale e ambientale del Pianeta, si è discusso nei giorni scorsi a Catania, nella sede del Parco scientifico e Tecnologico della Sicilia, in occasione della riunione della Commissione Unitaria sulle Biotecnologie, dispositivo che mette insieme in un unico gruppo di lavoro gli esperti dell’associazione confindustriale Assobiotec e quelli di Italian BioParks, il ‘cluster’ dei quindici Parchi scientifici e tecnologici che svolgono attività nell’ambito delle Scienze della vita.
Il primo atto concordato per sviluppare la sinergia tra i vari parchi, è stato l’attivazione della Carta dei Servizi biotech, strumento che mette a disposizione dei ricercatori di tutte le strutture di ricerca e delle aziende insediate le competenze e le piattaforme tecnologiche (macchinari e strumenti di laboratorio, sistemi di analisi non convenzionali) presenti all’interno dei singoli Parchi scientifici.

Uno strumento, quello della Carta dei servizi, che l’Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici italiani (Apsti), ha già messo in campo lo scorso novembre nel settore agroalimentare, e che inizia a dare risultati in termini di collaborazioni, sviluppo di linee di ricerca comuni, razionalizzazione e massimizzazione delle risorse. In concreto un’azienda biotech insediata in un determinato parco che avesse bisogno di un particolare tipo di analisi o servizio potrà consultare la lista dei servizi offerti dalle altre strutture e quindi beneficiarne. Idem per un gruppo di ricerca di un singolo parco che avrà la possibilità di usufruire della strumentazione e del know-how di un altro PST.

“I benefici che le aziende insediate ricaveranno sono molteplici, in primo luogo quello di poter utilizzare attrezzature di laboratorio estremamente sofisticate, che avrebbero costi insostenibili per una singola nuova impresa biotech”, afferma Francesco Maria Senatore della fondazione Toscana Life Sciences e coordinatore della Commissione. “E non solo. Le aziende – aggiunge Antonino Catara, presidente del PST Sicilia e vicepresidente dell’Apsti – si insediano in un PST perché è una struttura in grado di offrire servizi innovativi e consulenza nelle attività di gestione della proprietà intellettuale, nelle attività di marketing e di partnering, ed è soprattutto in luogo fisico dove c’è la concreta possibilità per operatori, imprenditori, ricercatori, investitori di interagire, arricchirsi culturalmente e professionalmente, partecipare a progetti comuni. Con la Carta dei servizi queste opportunità saranno messe in rete e dunque rese disponibili sull’intero territorio nazionale”.

Nel corso della riunione si è dibattuto anche sulle iniziative dell’Unione europea per lo sviluppo del parternariato con l’India, paese nel quale il biotech è cresciuto enormemente negli ultimi anni ed è proiettato a diventare leader mondiale del settore. Sul tema sono intervenuti Giampaolo Sarolli, coordinatore del Centro Europeo di Business e Tecnologia, e Arun Singh, manager di Etna Biotech, azienda del gruppo indiano Zydus Cadila recentemente insediata presso il Pst Sicilia.

Articolo pubblicato il 13 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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