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A Siracusa continua imperterrito lo sforamento di inquinanti
di Giuseppe Solarino

Gli ambientalisti: dal 30 giugno al 7 luglio i livelli di idrocarburi e ozono sopra i limiti di legge. Parisi: “Stupisce il silenzio delle Istituzioni locali. Siamo tornati indietro di 10 anni”

Tags: Inquinamento, Idrocarburi, Ozono



SIRACUSA - Continuano gli sforamenti di inquinanti nell’atmosfera di Siracusa e nella vicina zona del petrolchimico di Priolo segnalati dalle apposite centraline di rilevamento distribuite sul territorio. L’allarme viene lanciato dal vice presidente di Legambiente Sicilia, Enzo Parisi, il quale afferma che “si tratta di un’estate con livelli importanti di inquinamento dell’aria: stupisce il silenzio delle Istituzioni, Comune in testa. Sembra si sia tornati indietro di decine di anni, quando la percezione dell’inquinamento dell’aria doveva venire dalle singole persone attraverso i propri sensi: olfatto, vista, ecc.”.

Già nella prima metà di giugno si erano avuti gli sforamenti di ben tre sostanze pericolose: l’idrogeno solforato, il benzene e i PM10, segnalati puntualmente dalle centraline che ne registrarono picchi elevati ben al di sopra dei limiti consentiti dalla legge. Si disse, in quella circostanza, che il fatto era dovuto alla fortuita fuoriuscita di greggio nella zona industriale ed all’inversione termica, che causa una concentrazione a terra dei gas nocivi prodotti dalle industrie del petrolchimico. Ma in quest’ultima settimana si sta verificando nella città di Siracusa un nuovo caso di sforamento di sostanze pericolose nell’aria.

Le centraline, infatti, registrano un elevata presenza, al di sopra dei limiti di legge, di idrocarburi e di ozono. Per la precisione nei giorni da mercoledì 30 giugno a giorno 7 luglio. Il valore medio giornaliero di idrocarburi ha superato il limite di legge, che è di 200, nella centralina di via Nino Bixio. Allo stesso tempo lo sforamento di ozono è stato registrato dalla centralina posizionata in via Acquedotto (ingresso di Siracusa). Sempre dai dati forniti delle centraline si può riscontrare che Domenica 4 luglio la media, nell’arco delle 24 ore, di idrocarburi era a di 412, con picchi che sono giunti fino a 509. Lo stesso giorno l’ozono ha superato il limite prescritto dalla legge (110 mg per mc) nell’arco di 8 ore ben due volte: 129 e 115. La presenza in atmosfera contemporanea di valori alti di idrocarburi e ozono, determinano una pericolosa commistione che prende il nome di “smog fotosintetico”.

Il piano d’azione del Comune di Siracusa prevede un intervento nel caso in cui l’ozono superi la soglia d’allarme (che è di 240) ma non prevede la commistione di quest’ultimo con gli idrocarburi. Enzo Parisi, a tal proposito, prosegue affermando che “sono situazioni di fronte alle quali un’amministrazione comunale deve farsi carico di atti di buon senso. Al di là di interventi come il blocco del traffico, è invece necessario che il primo cittadino, responsabile della salute pubblica, suggerisca comportamenti di difesa. Specie alle persone più a rischio, come i malati cronici e gli anziani. Davanti a dati come quelli registrati in questi giorni il Comune non può restare zitto, bisogna prendere provvedimenti, diramare vademecum, fare insomma qualcosa affinché i cittadini possano difendersi. Non è pensabile - conclude Parisi - che i cittadini sappiano di essere stati esposti a rischio, dopo che ciò è avvenuto per giorni e giorni. I dati rilevati dalle centraline in uso alla Provincia arrivano al Comune e poi che fine fanno? Qualcuno li legge? E ai cittadini perché non arrivano?”
Storia trita e ritrita.

Articolo pubblicato il 14 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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